Si è chiuso davanti al Gup del Tribunale di Verona il primo filone del procedimento penale contro una presunta banda criminale operante nell’area della stazione di Verona Porta Nuova, accusata di una lunga serie di reati che includono furti, rapine, spaccio di stupefacenti, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.
Il caso ha coinvolto 38 indagati, di cui 32 di origine marocchina, per un totale di 96 capi d’imputazione. Già il 12 luglio 2024, le autorità avevano emesso 26 ordini di custodia cautelare in carcere e 7 divieti di dimora, dando il via a un’inchiesta articolata che ha portato oggi ai primi verdetti.
Nel dettaglio, 6 imputati hanno scelto il patteggiamento, ottenendo pene comprese tra 2 anni e 4 anni e 6 mesi di reclusione. Altri 8 hanno optato per il rito abbreviato, con condanne che spaziano dai 4 anni e 2 mesi fino a 7 anni e 6 mesi. In totale, le pene inflitte in questa prima fase del processo ammontano a 57 anni di carcere.
Sette imputati sono stati inoltre condannati con l’aggiunta della misura di sicurezza dell’espulsione dal territorio nazionale, che verrà eseguita una volta scontata la pena detentiva. Le posizioni rimanenti, per le quali la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio il 14 febbraio scorso, saranno discusse nella prossima udienza, fissata per il 29 settembre.
Il procedimento penale rappresenta una delle operazioni più complesse degli ultimi anni contro la microcriminalità nella zona della stazione veronese, da tempo segnalata come un’area critica per sicurezza urbana e degrado.
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