La possibile chiusura della Galleria di Via Mazzini a Verona accende lo scontro politico tra l’amministrazione comunale e l’opposizione tosiana. Il dibattito riguarda la cessione del diritto di pubblico passaggio, che potrebbe essere estinto a fronte di un corrispettivo di quasi 400mila euro, secondo quanto stabilito da una perizia commissionata dal Comune.
Una galleria privata con passaggio pubblico: il nodo della servitù
Il tratto di galleria in questione collega Via Mazzini a Piazzetta Scala, nel pieno centro cittadino. Pur essendo di proprietà privata, è da anni attraversato liberamente dai cittadini grazie a un diritto di servitù pubblica. Con la chiusura del negozio “Al Duca d’Aosta”, i proprietari hanno interrotto il transito pedonale e il Comune ha avviato una trattativa per la cessazione formale del passaggio.
Flavio Tosi e i consiglieri della sua area politica si sono opposti duramente all’operazione, definendola una “svendita” e un errore strategico nella gestione del patrimonio urbano. Tra i più attivi anche la consigliera circoscrizionale Luisa Sartori, che ha chiesto di attendere il parere della Circoscrizione, ancora assente, anche per approfondire gli aspetti legati alla sicurezza in caso di affollamento della zona.
La replica dell’amministrazione: “Nessuna svendita, la galleria è privata”
La risposta dell’amministrazione non si è fatta attendere. La vicesindaca Barbara Bissoli, con delega al patrimonio, ha respinto al mittente le accuse, precisando che non si tratta né di vendita né di alienazione di bene pubblico. “È in discussione unicamente il diritto di passaggio, non il bene in sé. La delibera consiliare non ha ancora valore dispositivi, e qualsiasi atto sarà sottoposto a tutti i pareri necessari, anche in materia di sicurezza”.
Non è mancata una stoccata politica al passato di Tosi: “La sua credibilità in tema di patrimonio è ridotta – ha dichiarato Bissoli – dopo che la sua amministrazione ha venduto palazzi storici come Castel San Pietro, Palazzo Forti e altri immobili di pregio”.
Un iter ancora aperto
Il provvedimento definitivo non è ancora stato approvato. Si attende l’eventuale proposta di delibera da parte degli uffici, che dovrà includere tutte le garanzie tecniche e normative richieste. La decisione finale spetterà all’organo competente, ma intanto la tensione politica cresce, alimentata dalla natura simbolica del luogo e dal valore storico del centro cittadino.
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