È stato finalmente identificato e arrestato il “terzo uomo” coinvolto nella sparatoria avvenuta il 16 agosto in corso Milano. Si tratta di A.H., 28 anni, accusato di tentato omicidio per aver inferto due coltellate a G.B., 33 anni, durante un violento scontro che ha trasformato la zona in un vero e proprio teatro di guerra urbana.
La notte di violenza: spari, inseguimenti e accoltellamenti
Tutto ha avuto inizio quando G.B. ha aperto il fuoco, ferendo di striscio H.C., 27enne tunisino. Dopo alcuni colpi, la pistola si è inceppata, evitando un bilancio ben più tragico. I presenti hanno allora inseguito G.B., lanciandogli bottiglie e picchiandolo. La situazione sembrava essersi calmata, ma poco dopo lo stesso uomo è tornato sul posto cercando di sparare nuovamente, senza successo.
A quel punto, A.H. e H.C. lo hanno raggiunto e lo hanno colpito con calci e pugni, fino ad accoltellarlo. Uno dei fendenti gli ha perforato un polmone, riducendolo in condizioni critiche e mettendo in pericolo la sua vita.
L’arresto e l’interrogatorio
Dopo mesi di indagini, A.H. è stato arrestato su ordinanza del gip Marzio Bruno Guidorizzi. Assistito dall’avvocato Cristiano Pippa, il 28enne è comparso davanti al gip Paola Vacca per l’interrogatorio di garanzia. Davanti ai magistrati ha dichiarato di ricordare poco dell’accaduto, affermando di essersi trovato in una situazione di panico.
Dopo l’aggressione, su consiglio dei presenti, A.H. si sarebbe allontanato per evitare problemi legati alla sua situazione di irregolarità sul territorio italiano.
Le ipotesi sulle cause dello scontro
Le motivazioni alla base della lite restano incerte. Si ipotizza che tutto sia nato da un debito legato alla droga o da una disputa per il furto di un monopattino appartenente a un amico di G.B.. Quel che è certo è che il trentenne campano si è presentato davanti a un bar vicino al distributore Al Risparmio durante una festa, armato di pistola, scatenando il caos.
Le immagini della sorveglianza
Le telecamere di sicurezza hanno ripreso le fasi più cruente dell’aggressione. Dopo il primo scontro, G.B. è rimasto nei pressi del locale con la sua pistola, ormai inceppata. A.H. e H.C. lo hanno quindi raggiunto, lo hanno bloccato e pestato violentemente. In un filmato si vede A.H. colpire il 33enne al volto e infine sferrargli una coltellata che gli ha perforato un polmone, riducendolo in condizioni critiche.
Attualmente A.H. si trova in carcere, mentre H.C. è stato scarcerato dal Tribunale del Riesame di Venezia. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto.
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