Il sostegno alle attività commerciali di prossimità entra nel confronto istituzionale del Veneto con la firma del presidente della Regione Alberto Stefani alla proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti. Il progetto punta a contrastare la progressiva riduzione degli esercizi commerciali e a rafforzare la presenza di negozi e servizi nei centri storici, nei quartieri cittadini e nei piccoli Comuni.
Al centro dell’iniziativa ci sono le Zone Economiche Speciali di Prossimità, indicate con l’acronimo ZesPro, pensate come strumenti attraverso i quali favorire interventi di rilancio nelle aree urbane e periurbane che necessitano di maggiore sostegno. La proposta prevede, tra le altre misure, agevolazioni fiscali, strumenti finanziari e semplificazioni amministrative.
A completare il quadro è previsto un fondo specificamente destinato alla rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, con l’obiettivo di accompagnare gli interventi necessari a rendere nuovamente attrattive le aree interessate dalla progressiva diminuzione delle attività.
La proposta e il ruolo della Regione
Stefani ha spiegato di aver sottoscritto l’iniziativa riconoscendo al commercio di prossimità un ruolo nella vita delle comunità e nell’organizzazione dei territori. La proposta di Confesercenti si inserisce inoltre in un percorso parallelo avviato dalla Regione con una nuova legge sul commercio, attualmente al vaglio del Consiglio regionale secondo quanto riferito nell’occasione.
Il presidente veneto ha richiamato anche l’esperienza dei Distretti del commercio del Veneto, strumenti attraverso i quali Comuni e attività economiche collaborano alla valorizzazione dei territori. I distretti indicati dalla Regione sono 191 e coinvolgono complessivamente 340 Comuni, pari a circa il 60% delle amministrazioni regionali.
Per il 2026 la Regione ha inoltre previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro per la rigenerazione urbana e la ripresa economica nell’ambito dei Distretti del commercio. Le risorse sono destinate a sostenere investimenti delle imprese attive nel commercio, nella somministrazione e nei servizi.
Gli interventi possono riguardare diversi ambiti, dall’innovazione alla digitalizzazione, fino alla riqualificazione degli spazi e delle attività. In questo quadro, le ZesPro vengono presentate come un possibile ulteriore strumento da utilizzare nelle zone che necessitano di interventi specifici.
Confesercenti: attenzione alle attività che hanno chiuso
La firma del presidente della Regione è stata accolta positivamente da Confesercenti Veneto. Il presidente dell’associazione Vittorio Ceccato ha sottolineato il significato istituzionale della sottoscrizione e ha riportato l’attenzione sulla diminuzione delle attività commerciali registrata negli ultimi anni.
Secondo Ceccato, la proposta di legge punta a mettere a disposizione del settore strumenti destinati a sostenere il commercio di vicinato e a preservare la funzione svolta dai negozi all’interno delle comunità locali.
Il tema riguarda infatti non soltanto l’attività economica delle singole imprese, ma anche la presenza di servizi e punti vendita nei quartieri e nei centri abitati. La chiusura di un esercizio può modificare l’offerta commerciale di una zona e incidere sulla presenza di servizi facilmente raggiungibili dai residenti.
La proposta sostenuta da Confesercenti mira quindi a collegare le politiche di sostegno alle imprese con quelle di rigenerazione urbana, attraverso interventi che interessino contemporaneamente attività economiche, spazi e territori.
Le ZesPro come nuovo strumento
Per Alessandro Torluccio, direttore di Confesercenti Veneto, l’introduzione delle ZesPro potrebbe rappresentare una risposta alle esigenze delle aree che presentano maggiori necessità di sostegno economico e di nuove opportunità di sviluppo.
L’obiettivo indicato dall’associazione è creare condizioni che permettano alle imprese commerciali di continuare a operare, investire e mantenere la propria presenza sul territorio. La proposta prevede quindi un collegamento tra risorse dedicate, semplificazione amministrativa e interventi di riqualificazione.
Il progetto arriva in una fase nella quale il tema della trasformazione dei centri urbani coinvolge amministrazioni locali, associazioni di categoria e operatori economici. La riduzione dei negozi tradizionali viene infatti affrontata attraverso strumenti differenti, tra incentivi, interventi sugli spazi pubblici e iniziative per favorire innovazione e digitalizzazione.
Nel caso del Veneto, il confronto sulle nuove ZesPro si affianca dunque alle politiche già sviluppate attraverso i Distretti del commercio e agli strumenti regionali destinati alla rigenerazione.
La sottoscrizione di Stefani rappresenta, secondo Confesercenti, un passaggio istituzionale per la proposta di legge di iniziativa popolare. Il percorso dovrà ora proseguire attraverso i successivi passaggi previsti per l’iniziativa legislativa, mentre resta aperto il confronto sulle modalità con cui sostenere concretamente le attività commerciali nei territori.
Il tema del commercio di prossimità in Veneto si lega così alla più ampia questione della trasformazione delle città e dei piccoli centri, con l’obiettivo dichiarato dai promotori di evitare che la progressiva chiusura degli esercizi determini una riduzione dell’offerta di servizi e della vitalità degli spazi urbani.
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