Una svolta storica nella gestione del turismo gardesano è stata ufficialmente annunciata mercoledì 1 ottobre nella sede di Federalberghi Garda Veneto. Durante l’incontro, la presidente di Garda Unico, Stefania Lorenzoni, ha presentato una proposta destinata a cambiare profondamente il modello di governance turistica del Lago di Garda: la creazione di una cabina di regia interregionale che unisca le tre sponde del lago in un’unica voce e una strategia condivisa.
Un tavolo permanente per un’unica destinazione turistica
L’obiettivo è ambizioso ma chiaro: riunire, a partire dal 2026, amministratori, operatori turistici e rappresentanti degli albergatori in un tavolo tecnico permanente che possa dare risposte concrete alle esigenze del territorio. Come ha sottolineato Lorenzoni, «è tempo di trasformare le idee in azioni operative», puntando sulla professionalità di chi vive quotidianamente il turismo.
Il Consiglio di amministrazione di Garda Unico, insieme a Federalberghi e ai rappresentanti istituzionali delle tre Regioni — Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige — siederanno allo stesso tavolo per gestire in modo coordinato mobilità, viabilità, promozione, emergenze sanitarie e ambientali.
Il ruolo chiave degli albergatori
Ad accogliere con entusiasmo la proposta è stato Ivan De Beni, presidente di Federalberghi, che ha definito la nascita della cabina di regia «una scelta vincente». De Beni ha evidenziato come gli albergatori rappresentino un termometro diretto del turismo, essendo il primo punto di contatto con i visitatori. «Siamo noi a raccogliere aspettative e criticità – ha affermato – ed è fondamentale che queste informazioni arrivino al tavolo decisionale».
De Beni ha inoltre ribadito la necessità di superare la frammentazione territoriale: «Per il turista, il Lago di Garda è un’unica destinazione. Serve un’unica strategia, non tre gestioni diverse».
Comunicazione unitaria e gestione delle crisi
Tra i punti centrali del progetto vi è la volontà di dare al Lago di Garda una voce unitaria, non solo per la promozione, ma anche per la gestione delle emergenze. Lorenzoni ha ricordato episodi critici del recente passato, come il norovirus a Torri del Benaco, i problemi legati ai livelli idrici del lago e il sempre più pressante fenomeno dell’overtourism.
«Una comunicazione frammentata indebolisce l’efficacia delle risposte – ha spiegato –. Serve una cabina di regia capace di intervenire in modo coordinato e tempestivo, rappresentando tutto il territorio gardesano con una sola voce».
Gli Stati Generali del Turismo del Garda
Guardando al futuro, Lorenzoni ha annunciato l’intenzione di convocare entro il prossimo anno gli “Stati Generali del Turismo del Garda”, un evento che riunirà istituzioni, operatori e associazioni per discutere temi di rilievo nazionale legati allo sviluppo sostenibile e alla competitività del lago.
«Siamo il terzo polo turistico italiano, ma ancora troppo poco considerato a livello centrale – ha dichiarato la presidente –. L’unione farà la forza, permettendoci di attrarre più risorse e rappresentare le esigenze del territorio in modo più autorevole».
Prossimi passi e incontri
I prossimi giorni saranno dedicati a una serie di incontri con le altre realtà del lago, a partire dalla sponda bresciana. È già fissato un nuovo appuntamento tra Garda Unico e Federalberghi, in vista della partenza operativa del tavolo tecnico a inizio 2026.
“Non tre sponde divise, ma un’unica destinazione turistica”, ha concluso De Beni, sottolineando come collaborazione, visione comune e coordinamento siano le chiavi per rafforzare la competitività internazionale del Lago di Garda.
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