Chiusura imminente per Eataly Verona: scaffali vuoti, sconti finali e timori per il futuro dell’area

Il punto vendita chiude il 3 agosto: bar e ristorante resistono, ma tornano i timori di degrado per l’ex area dei Magazzini generali

Ultimi giorni di apertura per Eataly Verona, dove gli scaffali si svuotano rapidamente e la struttura si avvia a chiudere definitivamente i battenti il 3 agosto 2025. Rimangono attivi solo il ristorante, il bar e una parte della libreria, mentre i reparti di macelleria, pescheria e gastronomia hanno già cessato le attività. Nei corridoi del punto vendita, un tempo dedicati all’enogastronomia di eccellenza, oggi prevalgono il silenzio e la desolazione, con poche merci ancora disponibili a prezzi scontati del 50%.

Nei giorni scorsi, molti clienti si sono affrettati a sfruttare gli sconti, ma ora la corsa agli acquisti si è notevolmente ridotta. Resistono solo poche bottiglie di vino e alcolici – non tutte scontate – qualche articolo per la cura del corpo, macchine per pasta fresca e confezioni di cioccolatini e dolci. Intanto, i tavolini del ristorante continuano ad accogliere gli ultimi commensali, mentre il bar serve caffè e snack soprattutto a chi lavora negli uffici limitrofi.

Nonostante lo svuotamento progressivo degli spazi, il punto Eataly continua ad accogliere un flusso modesto ma costante di clienti affezionati, in particolare residenti della zona e clienti del bar, che in molti casi si erano affezionati al luogo per la qualità dell’offerta e la comodità logistica.

La chiusura, però, riapre un tema delicato per il quartiere: il destino dell’immobile e dell’intera area degli ex Magazzini generali, già in passato soggetta a degrado e abbandono. Il contratto di locazione attualmente in essere tra Eataly e il Fondo Verona Property (controllato da Fondazione Cariverona e gestito da Dea Capital Real Estate Sgr) durerà fino al 2031, il che implica che lo spazio resterà formalmente vincolato all’affittuario, con scarse possibilità di essere riconvertito nel breve termine.

Cresce così il timore tra i residenti che l’area possa nuovamente cadere nel degrado urbano. In molti ricordano come la riqualificazione dell’ex cella frigorifera fosse stata salutata con entusiasmo, trasformando un’area abbandonata in un punto di aggregazione. «La paura è che tutto torni com’era prima», osservano diversi abitanti della zona, che temono un vuoto urbano di lunga durata.

Non mancano, infine, le riflessioni sull’insuccesso commerciale del progetto. Prezzi percepiti come poco accessibili, una posizione decentrata rispetto alle aree turistiche e commerciali della città, e un’offerta ritenuta troppo elitaria: questi gli elementi più frequentemente indicati da clienti e lavoratori della zona come cause del flop. A tutto ciò si aggiunge il dispiacere per la sorte dei 33 dipendenti a tempo indeterminato, che ora rischiano il trasferimento o la perdita del posto di lavoro.

La speranza condivisa è che si possa mantenere attivo almeno uno degli spazi esistenti, come il bar o la libreria, oppure trovare una nuova destinazione funzionale per l’edificio, in modo da evitare l’ennesimo contenitore vuoto in città.

Redazione

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1 anno fa

Possono metterci i nuovi arrivi che Tommasi si è impegnato ad accogliere….

Commento da Facebook
1 anno fa

Chiuderanno il 3 di agosto e’ la fine!!!

Commento da Facebook
1 anno fa

Dispiace solo per i Dipendenti ed i fornitori ‼️‼️‼️🥰🥰🥰🥰

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