Rave illegale nel Mantovano: capannone occupato, droga e 45 giovani denunciati

Raduno non autorizzato a Fontanella Grazioli: arrivano da tutto il Nord Italia. Identificati minorenni, trovate ketamina e hashish

Ancora un rave party abusivo nel Mantovano. A distanza di due mesi dal blitz di Valdaro, sabato 10 maggio un nuovo raduno illegale si è svolto in un capannone dismesso tra Casalromano e Canneto sull’Oglio, nella frazione di Fontanella Grazioli. Stavolta l’evento si è concluso senza interventi in corso d’opera: i partecipanti – circa cinquanta, per lo più giovanissimi – sono riusciti a terminare la festa nelle prime ore di domenica mattina.

Musica, degrado e sostanze: i carabinieri arrivano all’alba

Ad allertare le forze dell’ordine è stato un agricoltore, insospettito dai suoni provenienti dall’immobile. L’intervento dei carabinieri della Compagnia di Viadana ha permesso di identificare tutti i presenti, molti dei quali stavano già abbandonando l’area. Due grammi di ketamina e hashish sono stati rinvenuti, e diversi giovani sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori di droga.

Il proprietario dello stabile ha formalizzato la denuncia per occupazione abusiva, consentendo alle forze dell’ordine di procedere con le denunce per invasione di edificio nei confronti di 42 maggiorenni, e di altri tre minori segnalati alla Procura presso il Tribunale per i minorenni.

Un fenomeno ricorrente: sette rave in 21 anni

Il Mantovano è da oltre vent’anni teatro di rave party non autorizzati. Il più recente risale a marzo 2025, con oltre 200 partecipanti in un capannone a Valdaro. A ottobre 2024, quasi 300 ragazzi avevano animato una festa illegale a Motteggiana, interrotta dai carabinieri che trovarono cocaina, Mdma e funghi allucinogeni, portando all’arresto di due bolognesi.

Anche in passato, episodi simili si sono registrati: San Nicolò Po nel 2020, Serravalle a Po nel 2015 e nel 2019, Pomponesco nel 2014 con 24 denunciati, e Porto Mantovano nel 2004, dove furono identificati oltre 300 partecipanti. Tutti casi accomunati da partecipazione massiccia, provenienza extra-regionale e uso di sostanze stupefacenti.

Appello alla prevenzione e alla sicurezza

L’episodio di Fontanella Grazioli conferma una tendenza che continua a sfuggire al controllo preventivo, anche in aree rurali e meno frequentate. Gli organizzatori scelgono capannoni abbandonati o zone isolate, e si coordinano tramite canali digitali privati. La risposta delle autorità si concentra su identificazione, sanzioni e monitoraggio delle aree più a rischio, ma il fenomeno si ripropone con ciclicità, coinvolgendo minorenni, droghe leggere e pesanti, oltre che strutture abbandonate facilmente accessibili.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Blitz dei carabinieri in un capannone abbandonato a Dosolo: tra i segnalati anche giovani veronesi...
Blitz all’alba in un capannone abbandonato a Dosolo: tra i partecipanti anche ragazzi della provincia...

Altre notizie