La Val d’Adige, meta privilegiata per gli amanti dell’arrampicata, è teatro di un clima di tensione crescente. Dopo il messaggio scritto sulle rocce a Canale, che invitava gli scalatori a lasciare la vallata con un secco “Climbers go home”, un nuovo cartello è stato affisso a Tessari. Firmato da un fantomatico “Nucleo abitanti rivoluzionari (Nar)”, accusa il turismo legato all’arrampicata di essere un “assalto incontrollato ai luoghi”.
La polemica e gli atti vandalici
Le critiche non si limitano ai messaggi. Gli scalatori hanno segnalato la schiodatura della via “Mamma li turchi”, già denunciata settimane fa, e la recente rimozione di piastrine e agganci dalla “Via dei Boce” a Tessari. Tali atti non solo mettono in pericolo la sicurezza degli arrampicatori, ma hanno inasprito il dibattito nella comunità locale e online, dividendo residenti, appassionati di sport outdoor e amministratori.
La posizione dell’amministrazione
L’assessore al turismo del Comune di Rivoli, Tiziano Cristofaletti, invita alla calma, sottolineando che al momento non ci sono certezze sui responsabili:
“Non sappiamo se queste azioni siano opera di climbers o di gente del posto. Anzi, molti residenti non vogliono essere associati a tali gesti.”
Cristofaletti ha incontrato residenti e guide alpine per lavorare a un progetto di gestione sostenibile dell’arrampicata, che tenga conto delle esigenze della comunità locale e dei visitatori:
“Non intendiamo vietare nulla, ma organizzare un turismo rispettoso che garantisca servizi per chi scala e una convivenza equilibrata con chi vive e lavora in Val d’Adige.”
Il nodo del turismo outdoor
Nel fine settimana, a Tessari, si contavano circa 80 auto parcheggiate e un afflusso di almeno 150 scalatori, numeri che testimoniano l’importanza della Val d’Adige come meta sportiva, ma che generano attriti con chi teme che il turismo massivo possa impattare negativamente sul territorio.
Il futuro dell’arrampicata in Val d’Adige
Il Comune di Rivoli punta a sviluppare un modello di turismo sostenibile, conciliando le esigenze degli scalatori con la salvaguardia dell’ambiente e il rispetto per le comunità locali. Nonostante gli sforzi, resta da vedere se queste iniziative riusciranno a placare le tensioni e a convincere il misterioso “Nucleo abitanti rivoluzionari”.
Nel frattempo, gli appassionati di arrampicata chiedono maggiori controlli per garantire la sicurezza delle vie e denunciano i rischi derivanti dagli atti vandalici. La sfida sarà trovare un equilibrio tra la crescita del turismo sportivo e la protezione del territorio e delle sue comunità.
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