Raccolta di mele in Italia: dati sorprendenti e sfide per il 2024

La produzione nazionale di mele subisce un leggero calo: ecco le previsioni e le regioni più colpite

In Italia è ufficialmente iniziata la raccolta delle mele, il frutto più consumato sulle tavole del Paese, con una produzione stimata di circa 2,1 miliardi di chili, leggermente in calo dell’1% rispetto all’anno scorso. Coldiretti Trentino Alto Adige ha tracciato un primo bilancio basato sui dati forniti da Prognosfruit, in concomitanza con l’inizio delle operazioni di raccolta nella regione, dove si coltiva circa il 66% della produzione nazionale.

“Per il raccolto 2024 – dichiara Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige – le gelate primaverili che hanno colpito la nostra regione, il principale produttore a livello nazionale, hanno avuto un impatto significativo”. In particolare, si prevedono cali del 7% in Trentino e del 9% in Alto Adige. Tuttavia, la qualità delle mele rimane eccellente, grazie alle favorevoli condizioni climatiche caratterizzate da temperature fresche e umide all’inizio dell’estate.

Il Piemonte si distingue positivamente, risultando la seconda regione per produzione, con un incremento dell’8%. Notevoli anche gli aumenti registrati in Veneto, con una crescita del 33% rispetto all’anno scorso, nonostante le avversità climatiche come gelo e grandine, e in Emilia Romagna, che segna un +15% rispetto a un 2023 caratterizzato dall’alluvione.

A livello europeo, l’Italia si posiziona come secondo produttore di mele, subito dietro la Polonia, che quest’anno ha registrato un calo del 20%, e davanti a Francia e Germania. La produzione totale dell’Unione Europea è stimata in 10,2 miliardi di chili di mele, con una diminuzione dell’11% rispetto alla stagione precedente.

A livello nazionale, si prevede una riduzione dei raccolti di alcune delle varietà più popolari, come la Golden Delicious (-10%) e la Gala (-11%). Anche le mele biologiche sono in diminuzione (-6%), rappresentando il 7% del raccolto totale nazionale. Per garantire la continuità dei raccolti e soddisfare la domanda, sia a livello nazionale che internazionale, Coldiretti Trentino Alto Adige sottolinea l’importanza di continuare a investire in sistemi di difesa attiva e passiva contro i cambiamenti climatici e le specie invasive.

Redazione

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