In una sorprendente manifestazione di forza e cooperazione, 45 subacquei hanno effettuato una significativa cattura di pesce siluro nel Lago di Garda, riuscendo a estrarre venti esemplari per un peso complessivo di 260 chilogrammi. L’evento, che ha avuto luogo tra Peschiera e Sirmione, ha visto la partecipazione di sportivi provenienti da diverse province, incluso il Trentino, e il supporto di biologi e familiari. Questo sforzo collettivo si è svolto sotto l’occhio vigile della Guardia Costiera e della Polizia locale, che hanno garantito la sicurezza dell’operazione evitando interferenze con il traffico nautico turistico.
Una necessità ecologica per proteggere il lago
Il vicepresidente della Comunità del Garda, Filippo Gavazzoni, ha sottolineato l’importanza di questo intervento come parte di un’azione di monitoraggio di questa specie aliena, che minaccia l’equilibrio ecologico del lago. Il siluro, specie alloctona e invasiva, infatti, compete con la fauna ittica locale per le risorse e può alterare significativamente l’habitat naturale. Il più grande degli esemplari catturati pesava oltre 70 chilogrammi, dimostrando le dimensioni raggiungibili da questa specie nel contesto lacustre.
Riflessioni sul futuro e gestione ambientale
L’operazione ha anche avuto un risvolto didattico e scientifico, con campionamenti effettuati sui pesci catturati per analizzarne sesso ed età, contribuendo così a una migliore comprensione del fenomeno. Gavazzoni ha messo in luce la necessità di interventi continui e mirati: “La proliferazione del siluro sta compromettendo gli equilibri naturali tra le altre specie di pesci presenti nel nostro lago, già resi precari da fattori ambientali, dal peso antropico e dai mutamenti climatici”.
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