Nel 2025 il 7,5% dei residenti in Veneto ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, una percentuale inferiore rispetto alla media nazionale del 9,6%.
Il dato emerge da un’analisi della Fondazione Gimbe dedicata alle liste d’attesa e all’accesso ai servizi sanitari.
La differenza tra Veneto e Italia è di 2,1 punti percentuali, con la regione che registra quindi una quota più contenuta di persone che hanno rinunciato alle cure.
Il risultato evidenzia una situazione relativamente migliore rispetto al quadro nazionale, ma segnala comunque la presenza di una parte della popolazione che non ha usufruito di una o più prestazioni sanitarie.
I dati disponibili non specificano le motivazioni delle rinunce, che non possono quindi essere attribuite esclusivamente ai tempi di attesa.
Liste d’attesa, nel 2026 visite specialistiche sostanzialmente stabili
L’analisi della Fondazione Gimbe prende in esame anche l’andamento delle prenotazioni sanitarie nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2026.
Per quanto riguarda le prime visite specialistiche, la quota di prenotazioni effettuate entro i tempi previsti è rimasta sostanzialmente invariata, registrando una variazione positiva di appena 0,1 punti percentuali.
Il dato indica una situazione di stabilità, senza cambiamenti significativi nella capacità di garantire le prestazioni entro le scadenze considerate.
Un miglioramento leggermente più marcato riguarda invece gli esami diagnostici, per i quali la percentuale di prenotazioni nei tempi previsti è aumentata di 0,6 punti percentuali.
Anche in questo caso si tratta di una variazione contenuta, che non consente di parlare di una riduzione generalizzata delle liste d’attesa.
Priorità P, in Veneto il 28,7% delle prime visite
Un ulteriore indicatore riguarda l’attribuzione delle classi di priorità alle prestazioni sanitarie.
Nei primi nove mesi del 2026, in Veneto il 28,7% delle prime visite è stato assegnato alla classe di priorità P, che prevede l’erogazione della prestazione entro 120 giorni.
La percentuale risulta inferiore alla media nazionale del 34,9%, con uno scarto di 6,2 punti percentuali.
La classe P identifica le prestazioni programmabili, per le quali è previsto un intervallo temporale più ampio rispetto alle richieste considerate maggiormente urgenti.
La minore incidenza di questa classe in Veneto rappresenta un elemento di confronto con il dato italiano, ma non permette, da sola, di stabilire le ragioni della differenza o di valutare complessivamente l’appropriatezza delle prescrizioni.
I dati Gimbe sulla sanità veneta
| Indicatore | Veneto | Italia |
|---|---|---|
| Persone che hanno rinunciato a prestazioni sanitarie nel 2025 | 7,5% | 9,6% |
| Prime visite assegnate alla priorità P nel 2026 | 28,7% | 34,9% |
| Variazione delle prenotazioni nei tempi per prime visite, gennaio-settembre 2026 | +0,1 punti | Non indicata |
| Variazione delle prenotazioni nei tempi per esami diagnostici, gennaio-settembre 2026 | +0,6 punti | Non indicata |
Il quadro delineato dalla Fondazione Gimbe mostra un Veneto al di sotto della media nazionale per rinuncia alle prestazioni sanitarie, mentre l’andamento delle prenotazioni nel 2026 evidenzia una sostanziale stabilità per le visite specialistiche e un lieve progresso per la diagnostica.
Restano centrali, nell’analisi delle liste d’attesa, sia la possibilità di ottenere un appuntamento entro i tempi previsti sia l’effettivo accesso alle prestazioni da parte dei cittadini.
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