Amministrative 2027, Verona e altri 32 Comuni chiamati alle urne
Il 2027 sarà un anno decisivo per il rinnovo delle amministrazioni comunali nella provincia di Verona, con una consultazione elettorale che interesserà complessivamente 33 municipi, pari a circa un terzo dei Comuni del territorio scaligero.
La tornata amministrativa coinvolgerà circa 398mila cittadini aventi diritto al voto, chiamati a scegliere i nuovi sindaci e i componenti dei rispettivi consigli comunali.
Tra le amministrazioni interessate figura naturalmente Verona, dove il sindaco Damiano Tommasi arriverà alla conclusione del suo primo mandato, iniziato dopo le elezioni del 2022.
L’appuntamento elettorale avrà una dimensione particolarmente rilevante perché riunirà due differenti cicli amministrativi, coinvolgendo sia i Comuni che hanno votato nel 2022 sia quelli che avevano rinnovato i propri organi nell’autunno del 2021.
La data ufficiale delle votazioni primaverili non è ancora stata stabilita.
Quasi 200mila elettori nei Comuni della provincia escluso il capoluogo
Il peso elettorale della consultazione emerge anche dai numeri relativi ai municipi esterni alla città di Verona.
Nei 32 Comuni della provincia saranno chiamati alle urne circa 192mila elettori, distribuiti in un territorio che conta complessivamente circa 235mila residenti.
A questi si aggiungeranno gli aventi diritto del capoluogo, portando il totale provinciale a circa 398mila votanti potenziali.
Le elezioni interesseranno realtà amministrative molto diverse tra loro, dai piccoli centri collinari ai Comuni più popolosi della pianura veronese.
Particolare attenzione sarà rivolta ai municipi con una popolazione superiore ai 15mila abitanti, nei quali il sistema elettorale prevede la possibilità di un secondo turno qualora nessun candidato sindaco raggiunga la maggioranza assoluta dei voti validi.
Ballottaggi possibili in cinque Comuni oltre a Verona
Oltre al capoluogo, cinque centri della provincia potrebbero essere interessati dal ballottaggio.
Il più popoloso è San Giovanni Lupatoto, che conta circa 25mila abitanti e un bacino elettorale di circa 20mila aventi diritto.
La consultazione avrà un significato particolare perché l’attuale sindaco, Attilio Gastaldello, concluderà il secondo mandato consecutivo, senza poter concorrere per un terzo mandato immediato secondo le regole applicabili al Comune.
Tra le altre realtà con popolazione superiore alla soglia dei 15mila residenti figura Cerea, che conta circa 17mila abitanti.
Completano il gruppo Bovolone, San Martino Buon Albergo e Zevio, tutti con una popolazione intorno ai 16mila residenti.
In questi cinque municipi, così come a Verona, l’eventuale secondo turno si svolgerà nel caso in cui nessun candidato ottenga più della metà dei voti validamente espressi al primo turno.
Nei Comuni più piccoli, invece, l’elezione del sindaco avverrà normalmente in un’unica votazione, secondo il sistema previsto per i centri fino a 15mila abitanti.
Perché nel 2027 voteranno anche i Comuni eletti nel 2021
La particolarità delle prossime amministrative veronesi riguarda il calendario elettorale.
La consultazione del 2027 unirà due tornate originariamente separate, per effetto delle modifiche introdotte negli anni successivi all’emergenza sanitaria.
Durante la pandemia, diversi Comuni italiani avevano posticipato le elezioni amministrative, spostandole dalla tradizionale finestra primaverile all’autunno.
Una successiva disposizione ministeriale del 2024 ha previsto il riallineamento delle scadenze elettorali alla primavera, attraverso un prolungamento del periodo amministrativo per gli enti interessati.
Il meccanismo, applicato inizialmente ai Comuni che avevano votato nel 2020, ha coinvolto anche quelli rinnovati nel 2021.
Di conseguenza, le amministrazioni elette nell’autunno 2021 non torneranno al voto nel 2026, ma nella primavera 2027, insieme ai municipi che avevano svolto regolarmente le elezioni nel 2022.
Questo allineamento determinerà una consultazione particolarmente estesa nella provincia scaligera.
I 20 Comuni veronesi che avevano votato nel 2021
Sono venti le amministrazioni comunali che rientrano nel gruppo interessato dal rinvio della scadenza elettorale.
Si tratta di:
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Affi
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Arcole
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Badia Calavena
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Belfiore
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Bovolone
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Buttapietra
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Cerro Veronese
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Cologna Veneta
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Garda
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Grezzana
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Isola della Scala
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Isola Rizza
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Minerbe
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Nogara
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Pastrengo
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Povegliano Veronese
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Roverè Veronese
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San Giovanni Lupatoto
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San Pietro di Morubio
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Tregnago
Questi Comuni avevano rinnovato le rispettive amministrazioni nell’autunno 2021 e parteciperanno quindi alla tornata unificata del 2027.
La loro distribuzione geografica interessa soprattutto la pianura, l’Est Veronese e alcune aree collinari e montane della provincia.
I 13 Comuni che avevano rinnovato le amministrazioni nel 2022
Al secondo gruppo appartengono invece i municipi che seguiranno la naturale scadenza quinquennale.
Oltre alla città di Verona, saranno interessati:
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Caldiero
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Casaleone
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Cazzano di Tramigna
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Cerea
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Gazzo Veronese
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Illasi
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Ronco all’Adige
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Roverchiara
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San Giovanni Ilarione
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San Martino Buon Albergo
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Villa Bartolomea
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Zevio
Il rinnovo di queste tredici amministrazioni completerà il quadro dei 33 Comuni chiamati al voto, con una distribuzione territoriale che coinvolgerà soprattutto l’area orientale e meridionale della provincia.
Dalla Bassa Veronese al Garda, la mappa delle amministrative
La geografia delle elezioni comunali del 2027 mostra una concentrazione significativa nell’Est Veronese e nella Bassa, dove numerosi municipi saranno impegnati nel rinnovo degli organi amministrativi.
Più limitato il coinvolgimento dell’area gardesana, rappresentata da Affi, Garda e Pastrengo.
Anche in questi territori iniziano a emergere possibili movimenti in vista della futura competizione elettorale. Tra i nomi citati figura Alberto Bullio, attualmente assessore nel Comune di Costermano sul Garda.
Nella parte occidentale della provincia sarà interessato anche Povegliano Veronese, dove la sindaca Roberta Tedeschi terminerà il suo primo mandato.
La consultazione comprenderà dunque amministrazioni con situazioni politiche differenti: alcune vedranno sindaci uscenti potenzialmente ricandidabili, mentre altre dovranno individuare nuovi candidati alla guida del municipio.
Cazzano di Tramigna sarà il Comune più piccolo al voto
Tra le realtà interessate dalle elezioni spicca Cazzano di Tramigna, che rappresenterà il Comune meno popoloso della tornata amministrativa veronese del 2027.
Il centro conta circa 1.400 abitanti e 1.212 elettori.
Attualmente l’amministrazione è guidata dalla sindaca Maria Luisa Guadin, confermata alla guida del Comune nelle elezioni del 2022.
All’estremo opposto, escludendo Verona, si colloca San Giovanni Lupatoto, che con i suoi circa 25mila residenti rappresenta il principale bacino elettorale della provincia coinvolto nella consultazione.
La differenza demografica tra i municipi evidenzia la varietà delle realtà amministrative chiamate a rinnovare i propri rappresentanti.
Elezioni 2027, ancora da stabilire la data ufficiale
Nonostante il quadro dei Comuni interessati sia già delineato, rimane da definire il calendario delle elezioni amministrative della primavera 2027.
La data della consultazione non è stata ancora ufficializzata e resta aperta anche la questione di un eventuale accorpamento con le elezioni politiche nazionali, anch’esse previste alla scadenza naturale della legislatura nel 2027.
Un’eventuale coincidenza delle consultazioni potrebbe concentrare nello stesso appuntamento il rinnovo delle amministrazioni locali e quello del Parlamento, ma al momento non risultano decisioni definitive in merito.
La provincia di Verona si prepara quindi a un passaggio elettorale di particolare rilievo, con 33 sindaci da eleggere e circa 398mila cittadini potenzialmente coinvolti.
Dalla città capoluogo ai centri della Bassa, dalle aree orientali ai Comuni del Garda, la primavera 2027 porterà al rinnovo di una parte consistente delle amministrazioni locali veronesi.
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