Verona, il rapporto Caritas fotografa l’aumento della povertà e delle difficoltà abitative

Nel 2025 le famiglie sostenute dalla rete diocesana sono salite a 3.898, con un incremento del 3,2% rispetto all'anno precedente. Crescono le fragilità legate agli affitti, alle bollette e al lavoro povero. Presentato anche il Patto Educativo di Comunità di Verona Est

Avere un lavoro non basta più, in molti casi, per mantenere una condizione economica stabile. E il pagamento dell’affitto e delle utenze domestiche continua a rappresentare un ostacolo per un numero crescente di famiglie. È il quadro che emerge dal Rapporto Povertà 2026 della Caritas Diocesana Veronese, presentato il 24 ottobre durante la rassegna Poeti Sociali, nell’ambito del sedicesimo Coordinamento dei gruppi e dei centri di ascolto.

Nel corso del 2025, la rete Caritas ha seguito 3.898 famiglie, il 3,2% in più rispetto al 2024, per un totale di 11.195 persone. I dati evidenziano una fragilità che non riguarda soltanto chi è privo di occupazione, ma coinvolge anche lavoratori, persone che vivono in affitto e anziani soli.

Accanto alla presentazione del rapporto, la giornata ha segnato un altro passaggio importante per il territorio veronese: la firma del Patto Educativo di Comunità di Verona Est, un progetto che punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, scuole, parrocchie e associazioni per sostenere bambini, adolescenti e famiglie.

Povertà a Verona, quasi 4mila famiglie assistite dalla Caritas

L’analisi della popolazione che si rivolge ai centri di ascolto mostra una presenza femminile prevalente: le donne costituiscono il 62,2% delle persone assistite, mentre il 55,7% degli utenti ha cittadinanza straniera. La rete intercetta persone provenienti da 78 nazionalità, tra le quali figurano soprattutto Marocco, Sri Lanka e Nigeria.

L’età media complessiva è di 50,7 anni, ma emergono differenze significative tra cittadini italiani e stranieri. Per i primi si attesta a 58 anni, mentre per la popolazione straniera scende a 45,4 anni. Dal 2017, inoltre, l’età media degli utenti italiani è aumentata di sei anni, segnalando un progressivo invecchiamento delle persone che necessitano di sostegno.

Un altro elemento riguarda la composizione dei nuclei familiari. Una famiglia assistita su quattro è composta da una sola persona, con un’incidenza pari al 24,2% del totale. Tra i casi rilevati figurano 337 anziani che vivono soli, prevalentemente donne italiane in pensione.

Anche il livello di istruzione rappresenta un fattore di vulnerabilità: il 64% delle persone seguite dispone di un titolo di studio inferiore all’obbligo scolastico.

Lavoro povero e redditi insufficienti: l’occupazione non basta

Uno degli aspetti più significativi del rapporto riguarda la difficoltà di raggiungere l’autonomia economica anche quando è presente un’attività lavorativa.

Il 31,6% delle persone assistite risulta regolarmente occupato, mentre un ulteriore 3,4% lavora senza contratto. Nel complesso, il 51,9% delle famiglie che dispongono di un reddito da lavoro continua ad avere bisogno di sostegno.

Il dato mette in evidenza il peso delle retribuzioni insufficienti e delle spese quotidiane, che possono rendere difficile affrontare i costi essenziali anche in presenza di un impiego.

L’Isee medio dichiarato dalle famiglie considerate nel rapporto è pari a 5.521 euro. Inoltre, il 54% dei nuclei presenta difficoltà contemporanee in più ambiti della vita quotidiana, una condizione che rende più complesso il percorso verso una situazione di stabilità.

Emergenza abitativa, aumentano le famiglie in difficoltà

Tra le criticità più rilevanti emerge quella legata alla casa. Nel 2025, la Caritas ha rilevato 529 famiglie con problemi abitativi, pari al 17% del totale delle famiglie assistite. Rispetto all’anno precedente, si tratta di circa cento nuclei in più.

Per affrontare le spese essenziali, i centri di ascolto hanno realizzato 1.919 interventi economici a favore di 512 famiglie, destinati al pagamento degli affitti e delle utenze domestiche. La spesa complessiva ha superato i 341mila euro, dei quali quasi 85mila sono stati restituiti dai beneficiari.

Particolarmente significativo anche il dato relativo al Fondo Magis Energia, che disponeva di 30.849 euro per contribuire al pagamento delle bollette. Le risorse disponibili sono state esaurite in appena cinque mesi.

Il rapporto evidenzia inoltre un flusso continuo di persone che si rivolgono per la prima volta ai servizi. I primi accessi rappresentano il 28,1% dei nuclei assistiti. Escludendo le nuove strutture attivate nel 2025, le famiglie al primo contatto sono 954, circa un quarto del totale.

Verona città, aumentano gli utenti e le difficoltà legate agli affitti

Nel solo territorio comunale di Verona, i centri Caritas hanno seguito 1.247 famiglie, per complessive 3.308 persone. L’incremento rispetto all’anno precedente è dell’8%.

Il quadro cittadino presenta caratteristiche specifiche: le donne costituiscono il 71,1% degli utenti e l’82,7% delle famiglie assistite vive in un’abitazione in affitto. Un terzo dei nuclei risiede invece in alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Anche il numero di persone che si rivolgono per la prima volta ai servizi risulta elevato, raggiungendo il 36,1% nel capoluogo. I problemi di salute interessano inoltre una famiglia su quattro.

A confermare la pressione sul mercato immobiliare contribuiscono i dati relativi agli sfratti e alle richieste di alloggi popolari. Nel 2024 sono stati emessi 645 provvedimenti di sfratto, con una presenza significativa di casi legati alla finita locazione. Le domande presentate per l’ultimo bando di edilizia popolare sono state invece 1.371.

Numeri che si inseriscono in un contesto nel quale il costo dell’abitazione rappresenta una delle principali voci di spesa per i nuclei con redditi limitati.

Empori solidali, recuperate oltre 8mila tonnellate di beni

Un ruolo importante nella rete di sostegno è svolto dagli Empori della Solidarietà e dalle botteghe solidali. I 15 empori e le due botteghe presenti sul territorio hanno assistito complessivamente 2.844 famiglie, per un totale di 8.028 persone.

Grazie alla collaborazione tra volontari e organizzazioni partner, sono stati recuperati 8.344 quintali di prodotti alimentari e articoli per l’igiene. L’attività ha coinvolto 1.031 volontari e 152 partner.

La raccolta dei dati del rapporto è stata effettuata attraverso la piattaforma nazionale Ospoweb, con il contributo di 457 operatori e volontari attivi in 45 centri di ascolto Caritas e 10 Conferenze San Vincenzo. La rete complessiva conta 1.867 volontari.

Verona Est, firmato il Patto Educativo di Comunità

La giornata del 24 ottobre ha visto anche la sottoscrizione del Patto Educativo di Comunità di Verona Est, iniziativa nata con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra i soggetti che contribuiscono alla crescita dei più giovani.

Il progetto si inserisce nel percorso Officina Futuro, promosso dal 2022 dalla Caritas Diocesana Veronese attraverso gli Empori della Solidarietà di Borgo Venezia e Verona Est. L’area interessata comprende Borgo Venezia, San Michele Extra, Montorio, Poiano e Quinto, nelle circoscrizioni sesta, settima e ottava.

L’accordo è stato sviluppato a partire da un percorso partecipativo avviato il 15 maggio 2026 e si articola in otto obiettivi strategici. Le priorità comprendono l’inclusione, la promozione culturale, il sostegno alle famiglie e il coinvolgimento attivo dei giovani, anche attraverso il Gruppo Under 20.

Alla cabina di regia partecipano nove soggetti promotori, tra cui la Caritas Diocesana Veronese-Associazione di Carità San Zeno, il Comune di Verona, gli istituti comprensivi di Borgo Venezia e Campagna-San Michele, gli istituti superiori Copernico-Pasoli e Sanmicheli e le parrocchie di Santa Croce, Beato Carlo Steeb e Montorio. Al gruppo si affiancano altre sei realtà associative e formative del territorio.

Nel presentare l’intesa, il direttore della Caritas diocesana, don Matteo Malosto, ha sottolineato il valore delle alleanze comunitarie stabili per offrire risposte educative ai giovani. L’assessore alle Politiche giovanili Jacopo Buffolo ha invece richiamato l’importanza di ricucire le fratture sociali attraverso progetti educativi capaci di svilupparsi nel lungo periodo.

Redazione

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