Museo Lapidario Maffeiano, restaurato l’ingresso e presentata la nuova guida dedicata all’Arena

Completati gli interventi nell’androne del museo veronese e pubblicata una guida integrata che unisce il Museo Lapidario Maffeiano e l’Anfiteatro Arena

Museo Lapidario Maffeiano

Il Museo Lapidario Maffeiano di Verona si rinnova con nuovi interventi di valorizzazione dedicati all’accoglienza e alla fruizione del patrimonio archeologico cittadino. Sono stati completati i lavori di miglioramento dell’androne di ingresso del museo ed è stata presentata una nuova guida aggiornata che mette in relazione il Museo Lapidario Maffeiano e l’Anfiteatro Arena.

Il progetto è stato realizzato in occasione delle recenti cerimonie olimpiche invernali, durante le quali alcuni spazi del complesso museale hanno avuto un ruolo centrale nell’accoglienza istituzionale di autorità e delegazioni.

Restauro dell’androne e nuovi spazi di accoglienza

Gli interventi hanno interessato l’androne di accesso del museo con opere di restauro e riqualificazione finalizzate a migliorare l’esperienza dei visitatori e ad adeguare gli ambienti agli standard richiesti dagli eventi internazionali.

Prima del restauro è stata eseguita una campagna di indagini stratigrafiche che ha portato alla scoperta di antiche tonalità ocra sotto il precedente rivestimento color vinaccia. In accordo con la Soprintendenza, si è quindi scelto di recuperare le cromie originarie per rispettare il valore storico e architettonico del complesso.

I lavori hanno incluso:

  • rimozione degli intonaci deteriorati;
  • eliminazione di stuccature non coerenti;
  • ripristino delle superfici murarie;
  • applicazione di pitture a base di calce e terre naturali;
  • pulizia e restauro degli elementi lapidei.

Sono stati inoltre installati nuovi pannelli informativi e di accoglienza, aggiornati nei contenuti e allineati all’identità visiva del sistema museale civico di Verona.

Il ruolo del museo durante le Cerimonie olimpiche

Durante le Cerimonie olimpiche invernali il Museo Lapidario Maffeiano è stato inserito all’interno di un importante contesto istituzionale e operativo.

Il cortile del museo ha ospitato il passaggio delle delegazioni dirette verso la sala Maffeiana e il Teatro Filarmonico, mentre la terrazza è stata utilizzata come supporto logistico per le operazioni di sicurezza coordinate nell’area di piazza Bra e dell’Arena di Verona.

Gli interventi sono stati finanziati con risorse del Comune di Verona.

Presentata la nuova guida dedicata al Museo Lapidario Maffeiano e all’Arena

Accanto al restauro è stata presentata anche una nuova guida cartacea dedicata al Museo Lapidario Maffeiano e all’Anfiteatro Arena, pubblicata da Franco Cosimo Panini Editore.

La guida è stata curata da Francesca Morandini, con testi realizzati insieme a Chiara Paganotto e Massimo Saracino, e propone una lettura integrata dei due luoghi simbolo della Verona antica.

Il volume mette in evidenza i collegamenti storici, archeologici e culturali tra il museo epigrafico più antico d’Europa e l’anfiteatro romano che domina piazza Bra fin dal I secolo d.C.

Attraverso immagini e approfondimenti storici, la pubblicazione racconta il rapporto tra memoria, conservazione e identità urbana, valorizzando il ruolo che questi monumenti hanno avuto nella storia della città.

La guida è disponibile in italiano, inglese e tedesco e può essere acquistata presso i bookshop dell’Arena, del Museo Archeologico al Teatro Romano e nei principali canali online.

Il Museo Lapidario Maffeiano tra storia e archeologia

Fondato nel 1745 da Scipione Maffei, il Museo Lapidario Maffeiano è considerato uno dei più antichi musei pubblici d’Europa. Nato con l’obiettivo di rendere accessibili al pubblico iscrizioni e reperti dell’antichità classica, rappresenta ancora oggi un punto di riferimento internazionale per lo studio dell’epigrafia.

La collezione comprende oltre 600 reperti tra iscrizioni greche, etrusche e latine provenienti da tutto il Mediterraneo. Le opere permettono di ricostruire aspetti della vita quotidiana, delle istituzioni e delle credenze religiose delle civiltà antiche.

Nel corso dei secoli il museo è diventato una tappa fondamentale del Grand Tour europeo, attirando studiosi e viaggiatori da tutta Europa, tra cui anche Johann Wolfgang Goethe nel 1786.

Redazione

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