Sulla maestosa parete Nord Ovest del Civetta, nelle Dolomiti di Zoldo, è nata una nuova via di arrampicata estrema: 600 metri di verticalità e passaggi tecnici al limite, frutto di un progetto che ha richiesto 15 anni di maturazione e due estati di tentativi. Si chiama “Pilastro Renato”, e rappresenta una delle aperture più impegnative degli ultimi anni nelle Alpi Orientali, con difficoltà che raggiungono il 9° grado e sezioni affrontate in arrampicata artificiale A2.
L’impresa è stata completata nel luglio 2025 da una cordata tutta italiana formata da Nicola Tondini, Alessandro Baù e Alessandro Beber, al termine di un lungo percorso iniziato con l’intuizione dell’esistenza di una possibile linea arrampicabile già nel lontano 2009. Da allora, il progetto ha attraversato fasi di studio, rinunce e tentativi, fino a concretizzarsi nell’estate appena trascorsa.
Una sfida nata da lontano
L’idea iniziale era germogliata ai margini della via “Colonne d’Ercole”, già sulla stessa parete, ma ritenuta all’epoca troppo ambiziosa per essere affrontata con mezzi tradizionali. Anni dopo, grazie a una diversa prospettiva e a una maggiore esperienza tecnica, la linea è apparsa finalmente percorribile, senza l’utilizzo di trapani o spit, nel rispetto di uno stile alpinistico pulito, fedele alla montagna.
Il primo tentativo reale è avvenuto nell’estate 2024, con due giornate in parete: la prima parte della via è stata superata con passaggi tra l’ottavo e il nono grado, mentre la sezione superiore ha richiesto l’utilizzo dell’artificiale per proseguire. Il maltempo e la mancanza di attrezzatura adeguata hanno però imposto una ritirata.
La salita e la riuscita
A un anno di distanza, nell’estate 2025, Tondini e Baù sono tornati in parete, affiancati da Beber. Attrezzati con un portaledge per bivaccare in sicurezza e con il materiale necessario per affrontare i tiri più complessi, i tre hanno ripercorso l’intera via, completandola in due giorni. Le ultime lunghezze, superate con determinazione, hanno segnato la riuscita definitiva dell’impresa.
Il risultato è una via alpinistica di altissimo livello, che si aggiunge al già ricco panorama di itinerari sul Civetta. Un percorso che non punta alla velocità, ma all’eleganza e alla coerenza dello stile: apertura tradizionale, rispetto della roccia, zero forzature artificiali, un approccio che valorizza l’essenza dell’arrampicata in ambiente.
Un omaggio a chi vive la montagna
Il nome della nuova via, “Pilastro Renato”, è un omaggio a Renato De Zordo, per 45 anni gestore dello storico Rifugio Coldai, punto di riferimento per generazioni di alpinisti. Renato è scomparso proprio nelle ore successive alla salita, e la dedica è stata naturale e sentita, a riconoscimento del legame profondo tra chi scala e chi custodisce la montagna da valle.
Sulla stessa parete corre anche la via “Eliana”, dedicata alla figlia di Renato, tragicamente scomparsa con il compagno in Patagonia. Con questo nuovo tracciato, la Nord Ovest del Civetta diventa non solo un terreno di sfida sportiva, ma anche un luogo carico di significati umani e familiari, dove le storie personali si intrecciano alla roccia.
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