Università di Verona, al via il semestre filtro di Medicina e Odontoiatria con oltre 1.100 studenti

Nuovo modello di accesso ai corsi medici: stop al test d’ingresso, tre mesi di lezioni ed esami nazionali. In palio 365 posti disponibili per il secondo semestre

Universitari

All’Università di Verona è cominciato il semestre filtro per l’accesso a Medicina e Odontoiatria, la principale novità introdotta dalla riforma ministeriale che ha eliminato il test d’ingresso. Oltre 1.100 studenti hanno preso posto nelle aule degli Istituti biologici di Borgo Roma per dare il via a un percorso di tre mesi che deciderà il loro futuro accademico.

Il nuovo modello, voluto dal Ministero dell’Università e della Ricerca, prevede che gli aspiranti medici e odontoiatri frequentino lezioni di Chimica, Fisica e Biologia, con la possibilità di sostenere i rispettivi esami a novembre e dicembre. Solo chi supererà tutte le prove con almeno 18/30 accederà alla graduatoria nazionale, pubblicata a gennaio 2026 sul portale Universitaly.

Numeri e posti disponibili

A Verona si sono iscritti in totale 1.166 studenti, suddivisi tra:

  • 915 a Medicina e Chirurgia

  • 115 a Medicina a indirizzo tecnologico

  • 136 a Odontoiatria

La disponibilità effettiva per il secondo semestre è invece molto più limitata: 365 posti complessivi, così ripartiti: 255 per Medicina e Chirurgia, 85 per Medicina a indirizzo tecnologico e 25 per Odontoiatria.

La maggioranza dei partecipanti proviene dal territorio: l’80% risiede in provincia di Verona.

Lezioni tra presenza e modalità mista

Il rettore Pier Francesco Nocini, affiancato da docenti e dirigenti della facoltà, ha sottolineato come l’ateneo abbia voluto iniziare il semestre con lezioni in presenza, per garantire una formazione più solida e coinvolgente. Da ottobre, quando partiranno anche gli altri corsi, la didattica sarà invece mista (in presenza e online), con una rotazione equilibrata nelle aule.

Esiti e percorsi alternativi

Chi supererà gli esami ma non riuscirà a rientrare in graduatoria utile per i corsi di Medicina o Odontoiatria potrà proseguire in corsi di laurea affini già attivati dall’università. L’ateneo ha annunciato anche l’organizzazione di attività di recupero didattico per permettere a questi studenti di inserirsi senza ritardi nel secondo semestre.

Le perplessità degli studenti

Non mancano però critiche e dubbi. L’Unione degli Universitari considera il semestre filtro una riforma inefficace: «Il numero chiuso – ha commentato la vicepresidente del consiglio studentesco, Emanuela Maria Altamura – non è stato eliminato ma solo spostato più avanti. In un contesto di carenza di spazi e risorse, questa scelta rischia di complicare ulteriormente la gestione degli atenei».

Secondo le associazioni studentesche, sarebbe necessaria una riforma strutturale e sostenibile, capace di rispondere realmente al fabbisogno di professionisti della sanità e alle difficoltà del sistema universitario.

Redazione

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