Lorenzo Guglielmetti, medico ed esperto di salute globale, è stato inserito nella prestigiosa lista delle 100 personalità più influenti della sanità mondiale stilata dalla rivista Time. Un riconoscimento che celebra un’intera carriera spesa sul campo nella lotta contro la tubercolosi, in particolare le forme resistenti ai farmaci, spesso dimenticate dai riflettori della medicina internazionale.
“È una gioia inaspettata, ma soprattutto un riconoscimento per il lavoro collettivo portato avanti da ONG come Medici senza Frontiere, Partners In Health e Interactive Research and Development”, ha dichiarato lo stesso Guglielmetti, che si prepara ora a rientrare in Italia per proseguire i propri studi all’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, in provincia di Verona.
Una carriera internazionale al servizio dei più fragili
Laureato in Medicina a Verona, Guglielmetti ha proseguito la sua formazione alla Sorbonne di Parigi, specializzandosi in epidemiologia e salute globale. Da lì è iniziato un lungo percorso con Medici senza Frontiere, che lo ha portato in diversi Paesi a contatto diretto con le emergenze sanitarie più gravi, soprattutto nel Sud del mondo.
Il suo campo principale è la Tbc multiresistente, malattia che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità rappresenta ancora la prima causa di morte infettiva al mondo, con oltre 10 milioni di casi e circa 1,3 milioni di vittime ogni anno. Un dramma sanitario che colpisce soprattutto i Paesi più poveri e che soffre di un preoccupante disinteresse politico e finanziario a livello globale.
Il rientro in Italia: ricerca libera e impatto globale
Dal prossimo giugno, Guglielmetti inizierà a lavorare presso l’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, struttura di eccellenza specializzata in malattie tropicali. “Tornare in Italia per me è una grande sfida, ma anche una grande opportunità”, spiega. “So che i fondi per la ricerca qui sono limitati, ma le difficoltà si stanno moltiplicando anche in Paesi storicamente più generosi, come Francia e Stati Uniti”.
La scelta di Negrar, sottolinea, è motivata dalla possibilità di svolgere una ricerca indipendente, lontana dagli interessi commerciali, in grado di generare risultati utili per i contesti sanitari più svantaggiati. “È importante che la scienza torni a essere uno strumento al servizio delle persone e non del profitto”, ha affermato.
Un riconoscimento che accende i riflettori su una crisi dimenticata
L’inclusione di Guglielmetti nella lista di Time è anche un segnale di allarme: quella delle malattie infettive trascurate è una delle emergenze globali più sottovalutate, con investimenti sempre più scarsi. “Il vero impatto del riconoscimento sta nel riportare attenzione su queste battaglie, oggi messe a rischio dai tagli ai finanziamenti internazionali, soprattutto negli Stati Uniti dove le politiche sanitarie restrittive dell’amministrazione Trump hanno iniziato a mettere in discussione la stessa libertà di ricerca“.
Nella stessa classifica figura anche Robert F. Kennedy Jr, oggi a capo del Dipartimento della Salute USA, figura controversa per le sue posizioni su vaccini e salute pubblica. “Time ha incluso persone in base all’influenza, non al giudizio morale. Purtroppo Kennedy sta davvero avendo un impatto globale, e spesso negativo, sul mondo della sanità”, ha concluso Guglielmetti.
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