Il Verona Wine Summit si è aperto al Teatro Nuovo con un forte richiamo alle parole di Papa Francesco, che ha sottolineato il valore del vino come dono affidato alla cura dell’uomo. L’evento, che celebra la ricchezza enologica del territorio veronese, ha visto la partecipazione di illustri ospiti, tra cui lo chef stellato Giancarlo Perbellini, i vertici di Veronafiere, e i rappresentanti di sette consorzi di tutela.
Un territorio vocato al vino
La provincia di Verona è tra le aree più prestigiose per la produzione vinicola, con una straordinaria varietà di denominazioni: dal Valpolicella al Soave, passando per il Bardolino, il Lugana e il Custoza, senza dimenticare il Monti Lessini Durello e il Valdadige-Terra dei Forti. Questi vini, spesso realizzati con uve autoctone, sono espressione della diversità del territorio, che si estende dai monti Lessini fino alle colline affacciate sul lago di Garda.
Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, ha evidenziato come Verona rappresenti un’eccellenza nel panorama vinicolo globale, capace di coniugare tradizione e innovazione. Durante il summit, Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona, ha sottolineato l’importanza del settore per l’economia locale, che nonostante una contrazione generale delle esportazioni (-2,3%), ha registrato una crescita significativa nel segmento vinicolo (+6,7%), per un valore di 616 milioni di euro nei primi sei mesi del 2024.
Il ruolo dei consorzi e le sfide future
La tavola rotonda, cuore dell’evento, ha visto i presidenti di sette consorzi di tutela confrontarsi su temi cruciali per il settore. Tra i focus principali, il futuro dei mercati internazionali e i cambiamenti nelle preferenze dei consumatori. Il dialogo ha messo in evidenza la necessità di una strategia comune per promuovere le denominazioni veronesi nei mercati emergenti e consolidare la presenza in quelli tradizionali, come Germania, Stati Uniti e Svizzera.
L’analisi delle esportazioni ha rivelato dati incoraggianti: aumenti significativi in Belgio (+38,5%) e Danimarca (+24,1%), ma anche segnali positivi in mercati consolidati come Francia (+4,9%) e Germania (+1,7%). Innovazione, sostenibilità e comunicazione sono stati identificati come i pilastri su cui costruire il futuro del vino veronese.
Ospiti e momenti di rilievo
Ad aprire la giornata, i giornalisti Mario Puliero e Lucio Salgaro, che hanno moderato gli interventi. Giancarlo Perbellini, recentemente insignito della terza stella Michelin, ha raccontato la sua esperienza legata alla tradizione culinaria veronese, valorizzando il legame tra gastronomia e cultura enologica.
Maurizio Danese e Adolfo Rebughini, amministratore delegato e direttore generale di Veronafiere, hanno invece discusso l’importanza della promozione territoriale attraverso eventi come il Verona Wine Summit e Vinitaly, veri e propri motori dell’economia locale.
Un appuntamento di grande successo
L’ingresso gratuito al summit, previa registrazione, ha permesso a un pubblico ampio di partecipare a questa importante iniziativa. Il Verona Wine Summit ha confermato il ruolo centrale del vino non solo come prodotto economico, ma anche come elemento identitario e culturale del territorio veronese.
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