In Italia si stima che manchino almeno 22.000 camionisti, una carenza che riflette una crisi diffusa in tutta Europa. Secondo la CGIA di Mestre, reperire autisti di camion è diventato estremamente difficile, tanto da rendere questa professione una delle meno attrattive. La combinazione di stress, elevato impegno fisico e orari di lavoro estenuanti ha contribuito a rendere il mestiere meno desiderabile. Inoltre, la necessità di ottenere una patente di guida professionale (CQC), il cui costo è spesso proibitivo, rappresenta un ulteriore ostacolo, specialmente per i giovani.
Le aziende di trasporto cercano di correre ai ripari, ma la crisi continua
Molte imprese di autotrasporto, per incentivare le assunzioni, hanno iniziato a coprire i costi per l’ottenimento della patente CQC. Tuttavia, la difficoltà nel trovare camionisti persiste e la situazione si è aggravata nelle ultime settimane, con un significativo calo del traffico di mezzi pesanti sulle strade italiane. Questo calo è attribuibile non solo alla chiusura di fabbriche e negozi durante le ferie estive, ma anche ai consueti divieti di circolazione per i veicoli pesanti nei weekend di agosto.
Il declino delle aziende di autotrasporto: un settore a rischio di crisi profonda
Il settore del trasporto su strada è ulteriormente minacciato dalla riduzione del numero di aziende operanti. Negli ultimi dieci anni, il numero di imprese di autotrasporto in Italia è diminuito di oltre 21.000 unità, passando da 101.935 nel 2013 a 80.687 nel 2023, con un calo del 20,8%. Le regioni più colpite sono state la Valle d’Aosta, il Friuli Venezia Giulia e il Lazio, con contrazioni significative nel numero di aziende.
Le cause del declino e le conseguenze future
Questo drastico calo è stato in parte causato dalle crisi economiche e dalla crescente concorrenza dei vettori stranieri, soprattutto nell’Italia settentrionale. Tuttavia, un fattore determinante è stato il consolidamento del settore, con un aumento delle fusioni e acquisizioni che ha ridotto drasticamente il numero di piccole imprese monoveicolari. Sebbene queste ristrutturazioni abbiano aumentato la produttività media, il rischio di una crisi ancora più grave è reale se non si troveranno soluzioni efficaci per attrarre nuovi camionisti nel mercato del lavoro.
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