S’indagherà ancora sulla morte di Michele e Tommaso, archiviazione respinta

La gip Livia Magri concede altri cinque mesi per indagare sul crollo della ghiacciaia di Malga Preta che ha causato la morte di due bambini e ferito altri.

Questura e Tribunale Verona

La giudice per le indagini preliminari di Verona, Livia Magri, ha respinto la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulle morti di Michele Mazzucato e Tommaso Saggioro, avvenute il 3 luglio 2021 a causa del crollo del tetto della ghiacciaia di Malga Preta, in Lessinia. L’incidente ha anche causato il ferimento di altri bambini. Magri ha concesso altri cinque mesi alla procura per approfondire le indagini e determinare eventuali responsabilità.

Il 9 luglio, la gip ha accolto le richieste dei genitori delle vittime, che si erano opposti all’archiviazione proposta dalla procura. I genitori ritengono che il cedimento del tetto non possa essere considerato solo un evento imprevedibile e senza colpevoli. La possibilità di identificare dei responsabili ha portato Magri a estendere le indagini.

Fino ad ora, l’inchiesta del pubblico ministero Paolo Sachar ha coinvolto principalmente Augusto Ceradini, gestore di Malga Preta e proprietario del terreno su cui sorge la ghiacciaia. Secondo il pm, Ceradini non avrebbe potuto prevedere il crollo del tetto e quindi non è stato ritenuto responsabile di omicidio colposo e lesioni colpose. Tuttavia, Ceradini ha dichiarato agli inquirenti di aver sempre informato gli organi responsabili riguardo ai problemi strutturali della ghiacciaia.

Livia Magri ha chiesto di ampliare l’indagine per includere anche gli altri proprietari del terreno della ghiacciaia. Inoltre, si dovrà verificare se enti pubblici come il Comune di Sant’Anna d’Alfaedo, la comunità montana o il Parco Regionale della Lessinia avessero la possibilità di intervenire per prevenire il crollo. Questo approfondimento è stato richiesto per chiarire se vi siano state negligenze o omissioni da parte delle autorità competenti.

La morte di Michele Mazzucato e Tommaso Saggioro potrebbe quindi avere dei responsabili, e l’estensione delle indagini servirà a determinare se vi siano state mancanze da parte di altri soggetti coinvolti. La decisione della gip di concedere ulteriore tempo per le indagini riflette la necessità di un esame approfondito delle circostanze che hanno portato alla tragedia.

Redazione

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