L’analisi effettuata dal Centro Studi degli Enti Locali rivela le ripercussioni economiche che la pandemia di Covid-19 ha avuto sul bilancio dei comuni italiani con una popolazione superiore ai 150.000 abitanti. Secondo questa indagine, il fardello finanziario per la città di Verona ammonta a 37,2 milioni di euro, traducendosi in un onere di 143 euro a carico di ogni cittadino veronese.
Lo studio si è avvalso di dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, analizzando le perdite di entrate e l’incremento delle spese dovute alla crisi sanitaria. Tra i fattori considerati vi sono le minori entrate da tasse locali quali l’imposta di soggiorno e l’IMU, oltre ai costi per misure di sanificazione e per l’acquisto di dispositivi di sicurezza necessari al mantenimento del distanziamento sociale.
A livello nazionale, l’impatto economico della pandemia sulle città più grandi del paese è stato valutato in circa 2 miliardi di euro. Venezia si posiziona al terzo posto in Italia con un dispendio totale di 177,1 milioni di euro, il che la rende la città con la più grave incidenza economica pro capite, toccando i 703 euro per residente.
Verona si attesta in una posizione intermedia con i già citati 37,2 milioni di euro di costo, seguita da Padova, che pur avendo un esborso complessivo minore (34,2 milioni), registra una spesa pro capite di 166 euro. Un aspetto critico per Padova è stato l’insufficiente rimborso dei costi sostenuti, stimato in un deficit di circa un milione e mezzo di euro, a differenza di altre grandi città che hanno ricevuto compensazioni più adeguate.
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