l confronto sul tema del fine vita si accende a Porta Palio, in previsione del voto decisivo in sede consiliare regionale. La discussione si incentra su un disegno di legge, sostenuto da oltre 9.000 firme di cittadini, che verrà sottoposto a votazione dai consiglieri regionali del Veneto fra sette giorni.
In questo contesto, Italia Viva ha preso l’iniziativa di organizzare un evento per esplorare le varie prospettive su questo argomento sensibile. Il 16 gennaio, martedì prossimo, si terrà la votazione in consiglio regionale sul disegno di legge, che mira a definire le linee guida per l’assistenza medica nel contesto della morte volontaria assistita. Il presidente della Regione, Luca Zaia, noto per il suo sostegno a una normativa sul fine vita, sarà presente durante il voto.
Il dibattito su questo argomento, che suscita intense riflessioni etiche e personali, ha spinto Italia Viva Verona a organizzare una sessione di approfondimento. Questa sessione, prevista per il 15 gennaio alle 20.45 nella sala civica Facincani di Porta Palio, vedrà la partecipazione di relatori sia a favore sia contrari al disegno di legge.
Tra i partecipanti figurano Valeria Pernice, presidente provinciale di Italia Viva; Laura Parotto, avvocata e membro del comitato promotore “Liberi Subito“; Mariafrancesca Salzani, consigliera comunale e responsabile delle politiche sociali di Italia Viva Verona; Maddalena Morgante, avvocata e deputata di Fratelli d’Italia; e Alberto Bozza, avvocato e consigliere regionale di Forza Italia. Pernice ha sottolineato che il diritto alla morte volontaria medicalizzata è già riconosciuto in Italia per chi soddisfa determinati requisiti, come evidenziato dalla Corte Costituzionale.
In Veneto, sono già stati registrati casi in cui questo diritto è stato esercitato, anche in assenza di una legge regionale specifica. Per questo, l’associazione Luca Coscioni ha avanzato una proposta di legge per standardizzare la procedura e stabilire tempi definiti, permettendo a chi ne ha i requisiti di scegliere la maniera più dignitosa per terminare la propria vita.
Questa proposta, che ha raccolto oltre 9.000 firme in meno di cinque mesi, con più di 2.000 sostenitori nella provincia di Verona, è stata appoggiata da persone di diverse orientamenti politici e religiosi. Il Veneto rappresenta la prima regione in cui tale proposta viene considerata per un’approvazione formale in consiglio regionale.
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