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Crisi carceraria a Montorio, richieste d’intervento urgente

Appello dei detenuti per trasparenza e prevenzione in seguito a suicidi recenti

Nel penitenziario di Montorio, recentemente, si è verificato un evento tragico e potenzialmente evitabile. La perdita di Oussama Sadek, detenuto in questa struttura, ha sollevato preoccupanti questioni.

Circa cinquanta prigionieri della quinta sezione del carcere hanno espresso le loro preoccupazioni in una lettera indirizzata al tribunale di sorveglianza, sollecitando un’analisi approfondita e misure concrete per prevenire ulteriori incidenti simili. Questo caso è solo l’ultimo di una serie di suicidi verificatisi nel giro di un mese, segno evidente di una situazione critica all’interno del carcere.

Il Comune di Verona ha riconosciuto la gravità della situazione e ha pianificato un incontro per discutere approfonditamente la problematica a gennaio 2024. Inoltre, il Ministero della Giustizia è stato interpellato dal deputato Flavio Tosi, che ha richiesto azioni decise per impedire il ripetersi di tali tragedie.

Questi suicidi, tra cui quelli di Mortaza Farhady, Giovanni Polin e Oussama Sadek, avvenuti rispettivamente il 10 e 20 novembre e l’8 dicembre, rappresentano ciascuno una perdita unica e dolorosa. Il caso di Sadek, in particolare, ha spinto i suoi compagni di sezione a chiedere trasparenza e giustizia, evidenziando la sua reputazione come persona rispettata e ben voluta.

Sadek si è tolto la vita il pomeriggio dell’8 dicembre, mentre si trovava in isolamento, nonostante avesse precedentemente manifestato un grave disagio psicologico. I suoi compagni di sezione hanno rivelato che, nonostante i precedenti tentativi di suicidio e le segnalazioni al personale sanitario, non sono state adottate misure adeguate per garantire la sua sicurezza.

Si è appreso che Sadek era stato posto in isolamento a seguito di presunti comportamenti aggressivi, un’affermazione messa in dubbio dai suoi compagni di sezione, che lo ricordano come una persona pacifica e rispettosa.

In risposta a questi eventi, i detenuti hanno richiesto un’azione decisa da parte delle autorità giudiziarie per evitare che tali suicidi vengano semplicemente catalogati come atti di debolezza imprevedibile.

Il Comune di Verona, nel tentativo di prevenire ulteriori incidenti, ha organizzato un incontro con figure chiave dell’amministrazione penitenziaria, tra cui Giovanni Russo, Francesca Gioieni e don Carlo Vinco, oltre a rappresentanti comunali come Luisa Ceni, Stefania Zivelonghi e Italo Sandrini, per discutere possibili soluzioni.

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