Finto attacco hacker al conto corrente: 74enne truffato per 27.500 euro

Un uomo di Zevio è stato raggirato da due persone che si sarebbero spacciate per carabinieri, convincendolo a trasferire il denaro con il pretesto di mettere al sicuro i risparmi. Sventato un secondo bonifico da 15 mila euro grazie all'intervento della banca.

Un presunto attacco informatico al conto corrente, la paura di perdere i propri risparmi e la richiesta di trasferire immediatamente il denaro per proteggerlo. È questo il meccanismo attraverso il quale un uomo di 74 anni residente a Zevio, nel Veronese, sarebbe stato ingannato da due persone che avrebbero utilizzato la tecnica della truffa del finto carabiniere.

La vittima avrebbe disposto un bonifico di 27.500 euro, convinta di dover mettere al sicuro il proprio patrimonio da un’intrusione informatica. Il raggiro non si sarebbe però fermato al primo trasferimento: i presunti truffatori avrebbero tentato di ottenere altri 15 mila euro, ma questa seconda operazione è stata bloccata grazie alla tempestiva attenzione degli operatori bancari.

Per la vicenda sono state denunciate due persone, un uomo di 53 anni e una donna di 56 anni, entrambi originari della Campania e già conosciuti dalle forze dell’ordine. Le accuse contestate sono quelle di truffa aggravata e frode informatica in concorso.

Il falso allarme informatico per convincere la vittima

La vicenda ha avuto origine da un contatto telefonico ricevuto dal pensionato. Dall’altra parte della linea ci sarebbero stati soggetti che, presentandosi come appartenenti alle forze dell’ordine, avrebbero prospettato uno scenario particolarmente allarmante: qualcuno avrebbe tentato di accedere illegalmente ai suoi conti correnti.

Il presunto attacco hacker sarebbe stato utilizzato come pretesto per convincere il 74enne della necessità di intervenire rapidamente, evitando così che i suoi risparmi finissero nelle mani di criminali informatici.

Attraverso questo stratagemma, i malintenzionati sarebbero riusciti a conquistare la fiducia dell’uomo e a indurlo a effettuare un trasferimento bancario di importo considerevole.

Il primo bonifico, pari a 27.500 euro, sarebbe stato regolarmente disposto dalla vittima, che avrebbe agito nella convinzione di seguire le indicazioni ricevute per proteggere il proprio denaro.

La tecnica utilizzata rientra nel fenomeno delle cosiddette truffe del finto carabiniere, un sistema di raggiro nel quale i responsabili sfruttano il timore delle persone e la fiducia nei confronti delle istituzioni per ottenere somme di denaro o oggetti di valore.

La banca blocca il secondo trasferimento da 15 mila euro

Dopo essere riusciti a ottenere il primo bonifico, i presunti responsabili avrebbero cercato di convincere nuovamente il pensionato a trasferire altro denaro.

In questa seconda circostanza, la somma richiesta sarebbe stata di ulteriori 15 mila euro. Un’operazione che avrebbe portato il valore complessivo dei trasferimenti richiesti a 42.500 euro.

Il secondo tentativo, tuttavia, non è andato a buon fine. Gli operatori bancari, intervenuti tempestivamente, sono riusciti a individuare la situazione anomala e a impedire che il nuovo trasferimento venisse completato.

Il loro intervento ha quindi evitato che il danno economico subito dal 74enne aumentasse ulteriormente. La somma di 27.500 euro relativa al primo bonifico rappresenta infatti il denaro che sarebbe stato effettivamente trasferito nell’ambito del raggiro, mentre il secondo importo è stato bloccato.

Le indagini dei carabinieri portano a due denunce

Dopo aver ricostruito quanto accaduto, i carabinieri della stazione di Zevio hanno avviato gli accertamenti necessari per individuare i responsabili della truffa.

L’attività investigativa ha consentito ai militari di risalire a due persone, un uomo di 53 anni e una donna di 56 anni, entrambi residenti in Campania e già noti alle forze dell’ordine.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i due avrebbero agito insieme nella realizzazione del raggiro ai danni del pensionato veronese.

Il 27 ottobre i carabinieri hanno quindi proceduto alla denuncia dei due soggetti all’autorità giudiziaria. Nei loro confronti vengono contestate, in concorso, le ipotesi di truffa aggravata e frode informatica.

La vicenda riporta l’attenzione sui rischi legati alle truffe telefoniche che prendono di mira soprattutto le persone anziane. In questi casi, i criminali fanno leva sull’urgenza e sulla paura, presentando situazioni inventate come emergenze che richiedono trasferimenti immediati di denaro.

È importante ricordare che le forze dell’ordine non chiedono ai cittadini di effettuare bonifici o trasferimenti di denaro per mettere al sicuro i propri risparmi. Di fronte a telefonate di questo tipo è fondamentale interrompere il contatto e rivolgersi direttamente alle forze dell’ordine attraverso i canali ufficiali.

Redazione

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