Entra nella fase di valutazione preliminare il progetto per il nuovo stadio Marcantonio Bentegodi di Verona. Si è svolta la prima seduta della conferenza di servizi dedicata all’esame della proposta presentata dall’Hellas Verona Football Club, che prevede la demolizione dell’impianto attuale e la costruzione di una nuova struttura nella stessa area di piazzale Olimpia.
Il piano comprende anche la riqualificazione e il potenziamento degli impianti sportivi circostanti, con interventi destinati a interessare il quartiere e le attività sportive cittadine.
Al centro del confronto c’è il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, denominato DOCFAP, depositato il 30 settembre 2026 e successivamente integrato il 7 ottobre.
La procedura è stata avviata sulla base della proposta del club ai sensi dell’articolo 4 del Decreto legislativo 38/2021.
Gli enti e gli uffici coinvolti avranno 60 giorni per esprimere le proprie valutazioni. La conferenza rappresenta quindi un passaggio istruttorio e non costituisce ancora l’approvazione definitiva dell’intervento.
Stadio polifunzionale per partite, concerti ed eventi internazionali
Il progetto punta a trasformare il Bentegodi in un’infrastruttura utilizzabile durante tutto l’anno, superando il modello dello stadio destinato prevalentemente alle partite di calcio.
La nuova struttura dovrebbe ospitare manifestazioni musicali, spettacoli ed eventi di livello internazionale, ampliando le possibilità di utilizzo e le potenziali fonti di ricavo.
Tra le soluzioni tecnologiche illustrate figura un sistema di gradinate parzialmente retrattili, che consentirebbe di riconfigurare alcuni spazi e trasformarli rapidamente in aree adatte agli spettacoli.
La possibilità di organizzare attività differenti nello stesso impianto costituisce uno degli elementi su cui si basa la sostenibilità economica del progetto.
Il presidente esecutivo dell’Hellas Verona, Italo Zanzi, ha confermato la volontà di realizzare una struttura moderna e polifunzionale, “attiva 365 giorni all’anno”.
Secondo il dirigente, le tecnologie disponibili permetterebbero di gestire eventi ravvicinati, preservando il terreno di gioco e prestando attenzione alla vivibilità delle aree urbane circostanti.
Euro 2032, due ipotesi per la capienza del nuovo Bentegodi
La candidatura di Verona agli Europei di calcio del 2032 avrà un ruolo determinante nelle caratteristiche finali dell’impianto.
Il piano economico-finanziario presentato distingue infatti due scenari.
Nel caso in cui Verona venisse selezionata tra le sedi delle partite di Euro 2032, lo stadio dovrebbe garantire una capienza superiore a 30.000 spettatori.
Se invece la città non rientrasse tra quelle designate per ospitare il torneo, il progetto potrebbe essere ridimensionato a 25.000 posti.
Questa differenza inciderebbe non soltanto sulle dimensioni della struttura, ma anche sui costi e sul calendario dei lavori.
Il sindaco Damiano Tommasi ha spiegato che quasi la metà dell’investimento pubblico richiesto è collegata alla maggiore capienza prevista per gli Europei.
Una struttura da 25.000 posti comporterebbe quindi un fabbisogno finanziario inferiore rispetto alla configurazione necessaria per il torneo continentale.
Nel caso di una selezione di Verona, l’amministrazione ritiene possibile ottenere ulteriori forme di sostegno rispetto alle risorse già stanziate dal Governo.
Alla conferenza di servizi ha partecipato anche la struttura commissariale dedicata agli interventi collegati alla candidatura per Euro 2032.
Stadio temporaneo in via Sogare durante i lavori
La proposta prevede di ricostruire il Bentegodi sullo stesso sedime dell’impianto esistente, evitando di individuare una nuova area cittadina da destinare allo stadio definitivo.
Questa scelta comporterebbe però la necessità di trasferire temporaneamente le attività calcistiche durante la demolizione e la ricostruzione.
La soluzione individuata in questa fase è uno stadio provvisorio in via Sogare.
La sua realizzazione e l’organizzazione del trasferimento dovranno essere approfondite nei successivi passaggi progettuali.
Secondo Tommasi, sarà proprio la definizione del progetto, compresa la disponibilità dell’impianto temporaneo, a determinare i tempi effettivi dell’operazione.
Non è stato quindi ancora definito un calendario definitivo per l’apertura del cantiere e la consegna del nuovo stadio.
Riqualificazione del quartiere e nuovi impianti sportivi
La trasformazione del Bentegodi non riguarderebbe esclusivamente l’infrastruttura calcistica.
Il progetto comprende anche l’antistadio, gli impianti di via Sogare e i campi sportivi dell’Olimpia, con l’obiettivo di migliorare strutture già utilizzate dalla comunità .
Gli interventi sono pensati per offrire benefici non soltanto all’Hellas Verona, ma anche ai residenti e alle associazioni sportive del quartiere.
Il sindaco ha sottolineato che la conferenza ha permesso di chiarire l’estensione delle aree coinvolte e le prospettive di recupero degli spazi.
Il potenziamento degli impianti sportivi esistenti rappresenta uno degli elementi centrali della proposta di rigenerazione urbana, insieme al riutilizzo dell’area già occupata dal Bentegodi.
Tommasi: “Buone premesse sulla sostenibilità economica”
A margine della conferenza, il sindaco Damiano Tommasi ha espresso una prima valutazione positiva sul lavoro presentato dal club e dai professionisti incaricati.
Il primo cittadino ha evidenziato la qualità degli studi coinvolti e il livello di approfondimento raggiunto nella descrizione delle procedure e degli spazi interessati.
“È stata presentata inoltre una sostenibilità economico-finanziaria, con alcune variabili da approfondire, ma mi sembra che siano state poste buone premesse” ha dichiarato Tommasi.
Il sindaco ha tuttavia ricordato che restano da definire diversi aspetti, a partire dalla configurazione dell’impianto e dalle conseguenze dell’eventuale partecipazione di Verona a Euro 2032.
Hellas Verona, Zanzi conferma l’impegno per il nuovo impianto
Anche Italo Zanzi, presidente esecutivo dell’Hellas Verona, ha sottolineato il valore del confronto con l’amministrazione comunale e gli enti interessati.
Il club ha coinvolto professionisti e studi specializzati a livello locale, nazionale e internazionale per sviluppare la proposta.
Secondo Zanzi, le analisi condotte dalla società indicano la possibilità di realizzare un’infrastruttura economicamente sostenibile e capace di generare benefici per la città , oltre che per la squadra e i tifosi.
Il presidente ha ribadito la disponibilità dell’Hellas Verona a fornire ulteriori approfondimenti tecnici durante l’iter autorizzativo.
Il prossimo passaggio sarà l’acquisizione dei pareri degli enti coinvolti nella conferenza di servizi preliminare. Solo dopo gli approfondimenti previsti sarà possibile definire con maggiore precisione le caratteristiche dell’impianto, il quadro finanziario e le tempistiche della ricostruzione del Bentegodi.
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