Famiglie venete, oltre 13 miliardi di debiti al consumo: ogni nucleo deve 6.139 euro

Il credito per spese quotidiane e acquisti cresce del 5,3% in un anno. Rovigo, Verona e Treviso sono le province con maggiore esposizione

famiglia

Le famiglie venete ricorrono sempre più spesso al credito al consumo per sostenere spese, affrontare imprevisti e acquistare beni durevoli. Nel 2025, secondo i dati elaborati dall’Ufficio studi della CGIA, l’indebitamento delle famiglie consumatrici della regione attraverso prestiti bancari e finanziamenti ha superato quota 13 miliardi di euro, con una crescita significativa rispetto all’anno precedente.

L’aumento registrato è stato pari al 5,3%, corrispondente a circa 658,5 milioni di euro in più rispetto al 2024. Nel calcolo non rientrano i mutui per l’acquisto della casa, considerati una forma di investimento immobiliare di lungo periodo e quindi separati dal credito destinato ai consumi.

Ogni famiglia veneta risulta mediamente indebitata per 6.139 euro attraverso prestiti e finanziamenti a breve termine, un valore che fotografa il crescente utilizzo del credito per mantenere il livello di spesa abituale.

Prestiti utilizzati per emergenze e acquisti importanti

L’incremento del ricorso al credito può essere collegato a diversi fattori economici. Da una parte ci sono le famiglie che utilizzano prestiti e finanziamenti per ottenere liquidità immediata, magari per affrontare spese impreviste o difficoltà temporanee nella gestione del bilancio familiare.

Dall’altra parte, molti finanziamenti vengono richiesti per acquistare beni durevoli come automobili, mobili, elettrodomestici e apparecchi tecnologici. Spese che in passato venivano spesso coperte con i risparmi accumulati, mentre oggi vengono più frequentemente sostenute attraverso formule di credito.

Secondo l’analisi della CGIA, tra le cause di questo fenomeno ci sarebbe anche l’effetto dell’inflazione degli ultimi anni, che ha ridotto il potere d’acquisto di una parte delle famiglie. L’aumento dei prezzi di beni e servizi, a fronte di redditi cresciuti più lentamente, avrebbe spinto soprattutto alcune fasce del ceto medio a ricorrere maggiormente ai finanziamenti.

Il peso del debito va valutato rispetto ai redditi

Il credito al consumo rappresenta un elemento rilevante per l’economia regionale. I consumi delle famiglie venete incidono infatti per circa il 60% sul Pil regionale, motivo per cui una maggiore disponibilità di finanziamenti può sostenere la spesa e quindi l’attività economica.

Tuttavia, l’aumento dell’indebitamento può anche rappresentare un segnale da monitorare. Il parametro principale riguarda il rapporto tra le somme da restituire e il reddito disponibile delle famiglie.

Quando il debito cresce in modo compatibile con le entrate, il ricorso al credito può essere uno strumento di gestione finanziaria. Se invece le rate aumentano più rapidamente degli stipendi, può crescere il rischio di difficoltà nel rimborso dei prestiti.

Tassi del credito al consumo ancora elevati

Un altro elemento che incide sul costo dei finanziamenti riguarda l’andamento dei tassi di interesse. Negli ultimi anni il credito al consumo è diventato più oneroso anche a causa delle decisioni della Banca centrale europea e del contesto inflazionistico.

Il TAEG medio dei prestiti al consumo è passato dal 7,64% del 2021 a valori superiori al 10% negli anni successivi, arrivando al 10,38% nel luglio 2026 secondo i dati riportati dalla CGIA. L’aumento del costo del denaro si traduce in rate più alte e in una maggiore somma complessiva da restituire.

Tra la fine del 2025 e luglio 2026 il TAEG del credito al consumo ha registrato un ulteriore incremento di 41 punti base, mentre la politica monetaria europea ha mantenuto un ruolo centrale nel determinare il costo dei finanziamenti.

Veneto al tredicesimo posto tra le regioni italiane

Nel confronto nazionale, il Veneto si colloca nella parte centrale della classifica per esposizione delle famiglie al credito al consumo. Nel 2025 il debito medio per nucleo familiare è stato pari a 6.139 euro, con un aumento del 5,3% rispetto all’anno precedente.

A livello italiano, le regioni con il maggiore debito medio per famiglia risultano l’Umbria, con 7.514 euro, la Toscana con 7.399 euro e la Sicilia con 7.383 euro. Il dato medio nazionale si è invece fermato a 6.657 euro per famiglia.

Tra le regioni con valori più bassi figurano il Friuli Venezia Giulia con 5.845 euro, la Basilicata con 5.536 euro e il Trentino Alto Adige con 3.824 euro.

Rovigo guida la classifica veneta, seguono Verona e Treviso

All’interno del Veneto emergono differenze significative tra i territori provinciali. Rovigo è la provincia con il livello più alto di debito al consumo per famiglia, pari a 6.526 euro nel 2025, con una crescita del 4,9% rispetto all’anno precedente.

Al secondo posto si trova Verona, dove ogni nucleo familiare presenta un’esposizione media di 6.484 euro, in aumento del 6,4%. Segue Treviso con 6.184 euro (+5,1%), mentre Padova registra un valore di 6.171 euro (+5,6%).

Le province con valori più contenuti sono invece la Città metropolitana di Venezia, con 5.965 euro per famiglia, Vicenza con 5.957 euro e Belluno con 5.340 euro.

Proprio Belluno rappresenta un caso particolare: secondo i dati CGIA è l’unico territorio tra le 107 province italiane analizzate ad aver registrato una diminuzione del debito complessivo rispetto all’anno precedente, con una riduzione di 8,3 milioni di euro pari all’1,6%.

Redazione

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