Pagamenti digitali in chiesa: Verona testa il Pos per le offerte, presto 100 totem in Italia

Con il progetto Banco Bpm-Numia arrivano donazioni tracciabili e rapide nei luoghi di culto

Il contante è in calo e anche le offerte in chiesa diventano digitali. La Diocesi di Verona partecipa al progetto nazionale “100 totem in 100 chiese” promosso da Banco Bpm e Numia con il supporto della Conferenza Episcopale Italiana (Cei).

I primi due totem, da installare in luoghi di culto veronesi ancora da individuare, permetteranno ai fedeli di donare importi compresi tra 1 e 50 euro tramite carte di credito, smartphone o smartwatch. Il pagamento avverrà in pochi secondi con impronta digitale, Face ID o codice.

Sicurezza e trasparenza nelle donazioni

Per Paolo Landi di Banco Bpm, la digitalizzazione delle offerte garantisce tracciabilità e sicurezza: “I nostri totem con touch screen rendono l’operazione semplice ed evitano errori che potrebbero penalizzare i donatori”.

L’obiettivo è anche sfruttare il flusso turistico, soprattutto nelle città d’arte, per sostenere le attività sociali di parrocchie e diocesi.

Precedenti esperienze di offerte digitali in chiesa

Nel 2019, la padovana Card Tech aveva introdotto terminali Pos in tre chiese di Chioggia. Oggi i suoi dispositivi sono operativi in circa 40 luoghi di culto italiani, tra cui la Basilica di San Pietro, le basiliche di Assisi, il Duomo di Torino e quello di Cremona.

Come spiega Claudio Canella, l’azienda punta a soluzioni che rispettino la sacralità del contesto, evitando di rendere la donazione un’operazione invasiva.

Dal progetto pilota alla diffusione nazionale

L’iniziativa Banco Bpm-Numia, avviata a novembre 2024, prevede 100 totem installati entro il 2025 nelle chiese più frequentate. Oltre a Verona, saranno coinvolti anche luoghi di culto di Milano e Assisi.

Il caso di Mestre: i fedeli già donano in digitale

A Mestre, la parrocchia di Carpenedo utilizza già pagamenti elettronici per sagre, campi estivi e donazioni in segreteria. Dal nuovo anno pastorale, i terminali arriveranno anche in chiesa. “Il tracciamento è una garanzia di rispetto verso chi dona — commenta don Gianni Antoniazzi — e ormai pochi pagano in contanti. Io stesso uso orologio o cellulare”.

Redazione

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