Forte Santa Caterina, 449mila euro per il nuovo polo verde di Verona

Il progetto “NaturaForte - Hub”, finanziato dalla Fondazione Cariverona, trasformerà l'area storica in uno spazio dedicato alla biodiversità, all'educazione ambientale e alla partecipazione. Previsti nuovi alberi, prati naturali e percorsi accessibili a tutti

Rendering Recupero Forte Santa Caterina

Forte Santa Caterina, parte il progetto di rigenerazione ambientale

Forte Santa Caterina a Verona si prepara a diventare un nuovo punto di riferimento per la biodiversità urbana, l’educazione ambientale e la socialità, grazie al progetto triennale “NaturaForte – Hub”, presentato mercoledì 28 ottobre 2026 dal Comune di Verona insieme alle realtà coinvolte nell’iniziativa. L’intervento, sostenuto da un finanziamento di 449mila euro della Fondazione Cariverona attraverso il bando “Capitale Naturale 2026”, punta a recuperare e valorizzare l’ex area militare mediante interventi di riforestazione, tutela degli habitat naturali e attività aperte alla cittadinanza, con particolare attenzione ai giovani e all’accessibilità.

L’iniziativa prevede una trasformazione progressiva del compendio storico, che sarà interessato da opere di riqualificazione ecologica accompagnate da programmi di divulgazione scientifica e coinvolgimento della comunità.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale è rendere Forte Santa Caterina uno spazio verde fruibile e inclusivo, nel quale la conservazione del patrimonio naturale possa convivere con attività educative, iniziative pubbliche e progetti di ricerca.

Nuovi alberi e recupero dei prati per proteggere la biodiversità

Il programma ambientale comprende diversi interventi destinati a migliorare le condizioni ecologiche dell’area e a favorire la presenza di specie animali e vegetali.

Una delle operazioni principali riguarderà la riforestazione della zona orientale del Forte Santa Caterina, dove saranno introdotte specie arboree autoctone, adatte alle caratteristiche naturali del territorio.

Accanto alla piantumazione, è previsto il ripristino di 1,5 ettari di prati stabili, ambienti particolarmente importanti per gli insetti impollinatori e per numerose specie della fauna locale.

Un ulteriore intervento interesserà una superficie di 2.000 metri quadrati, dove saranno avviate attività di contenimento dell’ailanto, pianta esotica invasiva che può compromettere l’equilibrio degli ecosistemi.

Il progetto comprende inoltre uno studio finalizzato a individuare possibili collegamenti ecologici tra il forte e le aree naturali circostanti, con l’intento di rafforzare la continuità degli habitat.

Le operazioni saranno accompagnate da monitoraggi scientifici dedicati alla fauna del suolo, ai vertebrati e agli impollinatori, così da verificare nel tempo i risultati delle attività di rinaturalizzazione.

Un’area accessibile con mappe tattili e strumenti inclusivi

La trasformazione del Forte Santa Caterina non riguarderà esclusivamente la vegetazione e gli ecosistemi.

Una parte significativa del programma sarà dedicata all’accessibilità degli spazi e dei contenuti informativi, affinché il patrimonio ambientale possa essere conosciuto da un pubblico il più ampio possibile.

Sono previste l’installazione di pannelli divulgativi, mappe e indicazioni progettate secondo i principi del Design for All, approccio che considera le differenti esigenze delle persone nella realizzazione di ambienti e strumenti di comunicazione.

Tra le soluzioni individuate figurano mappe tattili, elementi informativi accessibili, contenuti iconografici e strumenti tecnologici, oltre a traduzioni in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA).

Questi supporti permetteranno di illustrare le caratteristiche della biodiversità presente nel forte e di spiegare gli interventi realizzati nel corso del progetto.

L’attenzione all’inclusione accompagnerà le diverse fasi di sviluppo dell’iniziativa, a partire dalla predisposizione dei primi materiali informativi.

Tommaso Ferrari: «Uno spazio cittadino verde e accessibile»

L’assessore all’ambiente del Comune di Verona, Tommaso Ferrari, ha evidenziato il valore ambientale e sociale del finanziamento ottenuto.

«Un risultato importante per la rigenerazione ecologica di un’area di forte interesse ambientale e sociale, uno spazio cittadino verde e accessibile, aperto alla partecipazione e alla socialità», ha dichiarato Ferrari.

L’assessore ha inoltre sottolineato il ruolo delle attività educative previste nell’arco dei tre anni.

«A cui sarà affiancato un programma triennale di educazione ambientale e citizen science, realizzato insieme alle realtà del territorio e pensato in particolare per i più giovani, che potranno diventare protagonisti attivi nella cura e nell’osservazione della natura».

Ferrari ha richiamato anche l’importanza degli strumenti inclusivi: «Il forte sarà accessibile a tutti anche nel racconto: sono previsti strumenti interattivi e inclusivi per illustrare la biodiversità e gli interventi realizzati, progettati secondo i principi del Design for All».

Laboratori, eventi scientifici e attività per i giovani

L’educazione ambientale rappresenterà uno degli elementi principali di “NaturaForte – Hub”, attraverso un calendario di iniziative che accompagnerà la riqualificazione dell’area.

Ogni anno saranno organizzati appuntamenti dedicati alla conoscenza degli ecosistemi e alla partecipazione diretta dei cittadini.

Tra le attività previste figurano BioBlitz, laboratori didattici, giornate di pulizia, aperitivi scientifici, festival tematici e iniziative di citizen science.

Queste ultime consentiranno ai partecipanti di contribuire all’osservazione e alla raccolta di informazioni sulla natura, affiancando le attività di ricerca e monitoraggio.

Il progetto prevede anche la somministrazione di questionari qualitativi alla cittadinanza, destinati a valutare gli effetti sociali delle iniziative e il rapporto tra la comunità e lo spazio riqualificato.

Un ulteriore obiettivo riguarda la possibilità di ottenere per l’area il riconoscimento di “Bosco Didattico Regionale”, secondo quanto previsto dalla Legge Regionale 14/2020.

A questo scopo sarà avviato un percorso partecipativo finalizzato alla candidatura, con la prospettiva di sviluppare attività permanenti di educazione ambientale all’aperto.

Fondazione Cariverona finanzia undici progetti per il capitale naturale

Il contributo destinato a Forte Santa Caterina rientra nel bando “Capitale Naturale 2026” della Fondazione Cariverona, che ha messo a disposizione complessivamente 4,5 milioni di euro.

Sono undici i progetti selezionati nelle province di Verona, Mantova, Vicenza, Belluno e Ancona.

Le iniziative finanziate riguardano diversi ambiti della tutela ambientale, dalla valorizzazione del verde urbano alla rimozione di superfici pavimentate, fino alla protezione e al recupero di habitat specifici, tra cui zone umide, risorgive e ambienti alpini.

Per Verona, il finanziamento di 449.000 euro permetterà di sviluppare gli interventi previsti nell’ex complesso militare, integrando la riqualificazione naturalistica con attività educative e sociali.

Le associazioni e l’Università di Verona coinvolte nel progetto

Alla presentazione ufficiale del 28 ottobre hanno partecipato rappresentanti delle organizzazioni e delle istituzioni impegnate nella realizzazione delle attività.

Erano presenti Arianna Danzi di Attiviamo Verona, Paola Siligardi di Biosphera scs, Giacomo Sighele di Verona Birdwatching aps, Claudia Bazzani del dipartimento di Management dell’Università di Verona e Leonardo Latella del Museo di Storia Naturale di Verona.

La collaborazione tra queste realtà accompagnerà sia gli interventi di valorizzazione ambientale sia la programmazione delle iniziative divulgative rivolte alla popolazione.

I primi interventi e le attività previste in primavera

Il calendario operativo di “NaturaForte – Hub” prevede l’avvio delle prime attività nei prossimi mesi.

Inizialmente sarà costituito un tavolo di consultazione con le associazioni partner, incaricato di accompagnare lo sviluppo del programma e il coordinamento delle iniziative.

Seguiranno le prime campagne di monitoraggio scientifico della fauna e l’avvio delle operazioni di contenimento dell’ailanto.

Nella primavera del 2027 è prevista l’installazione dei primi pannelli informativi e delle mappe tattili, insieme all’organizzazione di appuntamenti pubblici destinati a coinvolgere i cittadini.

Il percorso di rigenerazione proseguirà nell’arco dei tre anni con la riforestazione, il recupero dei prati stabili, le attività di educazione ambientale e la raccolta di dati scientifici per valutare l’evoluzione della biodiversità nell’area del Forte Santa Caterina.

Redazione

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