L’Arena di Verona firma un nuovo successo internazionale con la 102esima edizione del suo celebre Opera Festival. I numeri parlano chiaro: oltre 35,6 milioni di euro di incasso complessivo, con un incremento di due milioni rispetto al 2024, rappresentano il miglior risultato economico mai raggiunto dalla manifestazione. La media per serata ha superato i 742mila euro, secondo i dati forniti anche dal rapporto SIAE, che colloca il festival ai vertici delle classifiche nazionali per spesa al botteghino e affluenza.
Sono stati 404.715 gli spettatori complessivi che, nell’arco di tre mesi e 52 serate, hanno affollato l’anfiteatro veronese. Di questi, oltre il 61% è arrivato dall’estero, un dato in crescita rispetto al 57% registrato nell’anno precedente. Visitatori provenienti da 130 Paesi, inclusi per la prima volta Ghana e Zimbabwe, hanno contribuito a rendere questa edizione una delle più internazionali di sempre. La Germania guida le presenze straniere con 82mila ingressi, seguita da Regno Unito, Austria, Svizzera, Stati Uniti e Francia. Notevole anche l’aumento del pubblico proveniente dalla Corea del Sud.
L’Italia non resta indietro: 146mila italiani hanno preso parte agli spettacoli, con una distribuzione capillare che ha coinvolto tutte le province. Un dato che rafforza il legame storico tra l’Arena e il pubblico nazionale.
Diciotto serate su cinquantadue hanno registrato il tutto esaurito, tra cui tutte le prime nove e le ultime quattro di settembre. La rilevanza culturale dell’evento è evidenziata anche dal fatto che il 22% di tutti gli spettatori della lirica in Italia durante l’anno si concentra a Verona nei mesi estivi.
L’edizione 2025 ha brillato anche per le sue novità artistiche e tecniche. La nuova produzione del Nabucco ha rappresentato una sfida logistica senza precedenti, coinvolgendo più di 400 artisti e oltre 3.000 costumi. Sul palcoscenico si sono alternate stelle del calibro di Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Roberto Bolle e Yusiv Eyvazov, insieme a esordi di rilievo come quelli del tenore Pene Pati, della soprano Angel Blue e della direttrice d’orchestra Speranza Scappucci.
Il festival ha inoltre introdotto nuove voci per gli annunci, con Luca Ward per l’italiano, Jürgen Prochnow per il tedesco e Mark Humphreys per l’inglese. Particolare attenzione è stata rivolta all’accessibilità: il programma “Arena per tutti” ha permesso a 1.426 persone con disabilità di partecipare grazie a percorsi multisensoriali e tecnologie assistive.
Grande risalto anche sui media: 5.700 tra articoli e servizi televisivi hanno raccontato il festival in tutto il mondo. I canali social hanno registrato 190 milioni di visualizzazioni video e 70 milioni di contatti, mentre le trasmissioni su Rai 3, Zdf/3Sat, Mezzo Tv e Sky Classica hanno portato l’opera areniana nelle case di milioni di spettatori.
L’Arena si conferma così un motore culturale, economico e turistico di rilevanza internazionale. Mentre si festeggiano i risultati del 2025, è già in moto la macchina organizzativa per la 103esima edizione, in programma dal 12 giugno al 12 settembre 2026. In cartellone, una nuova produzione de La Traviata, insieme ai grandi classici Aida, Nabucco e La Bohème, oltre a concerti e gala.
Il sindaco Damiano Tommasi ha sottolineato l’importanza di promuovere il patrimonio immateriale dell’umanità rappresentato dalla lirica, mentre la sovrintendente Cecilia Gasdia ha annunciato una rinnovata attenzione verso le nuove generazioni di pubblico e artisti. L’assessora alla cultura Marta Ugolini ha infine ribadito l’obiettivo di rendere l’Arena sempre più inclusiva e viva, anche grazie a iniziative pensate per i più piccoli.