Resta in stallo il rinnovo dei vertici del Consorzio Zai di Verona, con una situazione istituzionale che rischia di compromettere l’operatività dell’ente proprio in una fase importante per il futuro economico e infrastrutturale della città. Dopo due tentativi falliti di procedere alle nomine, il consiglio di amministrazione risulta senza un nuovo assetto e cresce la preoccupazione per l’eventualità di un commissariamento da parte della Regione Veneto.
A intervenire sulla vicenda è stato il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, che ha espresso forte disappunto per quanto accaduto in consiglio provinciale, chiedendo di superare rapidamente le divisioni politiche e completare le designazioni mancanti.
Sulla stessa vicenda è arrivata anche la presa di posizione del movimento civico Traguardi, che ha rivolto critiche particolarmente dure al centrodestra, accusandolo di aver trasformato una questione strategica per lo sviluppo del territorio in una trattativa sulle poltrone.
Due sedute saltate e il Consorzio Zai resta senza vertici
La vicenda ha preso forma nelle ultime settimane di ottobre, quando il consiglio provinciale di Verona avrebbe dovuto procedere alla nomina degli ultimi tre componenti del consiglio di amministrazione del Consorzio Zai.
Il primo appuntamento, fissato per il 26 ottobre, non ha prodotto risultati perché la seduta è andata deserta. Un secondo tentativo è stato organizzato per sabato 31 ottobre, ma anche in questa occasione la procedura si è interrotta.
I consiglieri di centrodestra hanno infatti abbandonato l’aula, motivando la decisione con la presenza di questioni interne ancora irrisolte. L’uscita dei rappresentanti politici ha fatto venire meno il numero legale, impedendo al consiglio provinciale di proseguire i lavori.
Sono quindi rimaste in sospeso le tre designazioni spettanti alla Provincia, mentre il Comune di Verona e la Camera di Commercio hanno già completato le rispettive procedure di nomina.
Il problema riguarda anche la continuità amministrativa dell’ente. Il precedente consiglio di amministrazione è infatti scaduto e non risulta più in carica. In assenza di un nuovo organismo direttivo, il Consorzio rischia di perdere la propria piena capacità operativa, con la possibilità che la Regione Veneto intervenga attraverso la nomina di un commissario.
Tommasi: «Una situazione mai vista, che penalizza città e territorio»
Il sindaco Damiano Tommasi ha manifestato preoccupazione per il blocco delle nomine, sottolineando soprattutto le conseguenze che questa situazione potrebbe avere sulle attività del Consorzio e sulla programmazione strategica di Verona.
Il primo cittadino ha definito quanto accaduto una circostanza senza precedenti, evidenziando come le difficoltà interne alla politica provinciale stiano finendo per condizionare un organismo che dovrebbe lavorare nell’interesse dell’intero territorio.
Secondo Tommasi, il problema non riguarda soltanto l’assenza di un nuovo consiglio di amministrazione, ma anche il modo in cui viene affrontata la questione.
Il Consorzio Zai nasce infatti dalla collaborazione tra tre soggetti istituzionali: Comune di Verona, Provincia e Camera di Commercio. Una struttura pensata per mettere insieme competenze e responsabilità differenti, con l’obiettivo di sviluppare una visione condivisa sulle infrastrutture, sull’economia e sulle prospettive del territorio.
Per il sindaco, le attuali dinamiche politiche rischiano di far perdere di vista proprio questa funzione strategica.
Tommasi ha ricordato inoltre che il progetto del Consorzio era nato da un’intuizione lungimirante della città di Verona, che aveva promosso la collaborazione tra gli enti soci per costruire uno strumento capace di guardare allo sviluppo dei decenni successivi.
Una prospettiva che, secondo il primo cittadino, dovrebbe essere incompatibile con una gestione delle nomine condizionata esclusivamente dagli equilibri politici del momento.
Il rischio commissariamento e i limiti dell’ordinaria amministrazione
Un altro elemento sottolineato da Tommasi riguarda le conseguenze concrete dell’assenza di un consiglio di amministrazione pienamente operativo.
Lo statuto del Consorzio Zai attribuisce infatti al cda i poteri necessari per governare l’ente, affidando successivamente al direttore generale la gestione delle attività attraverso le deleghe previste.
In questa fase, il direttore generale può continuare a occuparsi dell’ordinaria amministrazione, ma secondo il sindaco le sue competenze non sarebbero sufficienti a garantire il livello di indirizzo e programmazione necessario per un organismo di questa importanza.
La preoccupazione riguarda soprattutto il calendario delle attività: il blocco arriva infatti mentre si avvicina la conclusione dell’anno, un periodo nel quale il Consorzio dovrebbe poter operare con una governance stabile.
Per questo motivo Tommasi ha chiesto alla Provincia di convocare rapidamente una nuova seduta del consiglio e procedere finalmente con le tre nomine mancanti.
Il sindaco ha inoltre indicato una possibile alternativa nel caso in cui non si riuscisse a trovare una soluzione politica: il commissariamento potrebbe rappresentare la strada più immediata per restituire operatività all’ente.
Traguardi attacca il centrodestra: «Il deserto delle idee»
Alle preoccupazioni istituzionali del sindaco si è aggiunta la presa di posizione di Traguardi, che ha scelto di affrontare la vicenda con toni decisamente più politici.
Il movimento civico ha criticato il comportamento del centrodestra, accusandolo di aver bloccato il rinnovo dei vertici del Consorzio non per questioni legate alla qualità dei candidati, ma per contrasti interni e dinamiche legate alla distribuzione degli incarichi.
Secondo Traguardi, il Comune avrebbe già individuato profili caratterizzati da esperienza e competenza, con l’obiettivo di sostenere un progetto di sviluppo economico e industriale per l’area della Marangona.
La critica del movimento riguarda soprattutto la distanza tra le dichiarazioni pubbliche a favore dello sviluppo infrastrutturale e le difficoltà incontrate nel momento in cui è necessario assumere decisioni concrete.
Gli esponenti di Traguardi hanno richiamato anche l’assemblea di Confindustria Verona, durante la quale la politica aveva espresso apprezzamento per le prospettive di crescita e per le infrastrutture strategiche del territorio.
Una posizione che, secondo il movimento, sarebbe contraddetta dal comportamento tenuto successivamente in Provincia.
«Per anni ci hanno spiegato che servono visione e competenza e che la politica deve restare fuori dalle imprese. Ora che c’è da decidere chi guiderà la Zai, si sono bloccati sulle poltrone», è la posizione espressa da Traguardi.
La Marangona al centro dello scontro politico
Uno dei temi principali del confronto riguarda il futuro della Marangona, l’area individuata dall’amministrazione comunale come possibile polo di sviluppo e innovazione per Verona.
La visione sostenuta dalla giunta Tommasi, secondo quanto ribadito da Traguardi, punta alla realizzazione di un distretto capace di attrarre investimenti, imprese innovative e attività ad alto valore aggiunto.
L’obiettivo sarebbe quello di creare nuove opportunità professionali, favorire la crescita delle aziende locali e rendere il territorio più competitivo anche a livello internazionale.
Il movimento civico ha contrapposto questa prospettiva al rischio che l’area venga destinata prevalentemente ad attività logistiche tradizionali, caratterizzate da un minore valore aggiunto e da un maggiore consumo di suolo.
Per Traguardi, la scelta dei componenti del Consiglio di amministrazione del Consorzio Zai è quindi direttamente collegata alla capacità di realizzare una strategia di sviluppo per la Marangona.
Da qui la richiesta di affidare ruoli decisionali a persone con competenze adeguate, evitando che la selezione dei vertici venga condizionata da accordi politici e dalla ricerca di equilibri in vista delle prossime elezioni amministrative del 2027.
La possibile proroga del cda uscente non convince Traguardi
Nel dibattito è emersa anche l’ipotesi di una proroga di un anno per il consiglio di amministrazione uscente, attraverso un emendamento al Decreto Infrastrutture.
Una soluzione che, secondo Traguardi, non rappresenterebbe una risposta adeguata alla situazione attuale. Il movimento considera infatti questa possibilità un tentativo di congelare il rinnovo degli incarichi e rinviare la soluzione delle divisioni interne al centrodestra.
La proroga viene giudicata una scelta inopportuna e irresponsabile, perché rischierebbe di mantenere irrisolto il problema della governance senza affrontare le ragioni che hanno impedito il completamento delle nomine.
Il movimento civico ha quindi aderito all’appello lanciato da Tommasi, chiedendo alla Provincia di riprendere rapidamente il percorso istituzionale e consentire al Consorzio di tornare a operare con un consiglio di amministrazione completo.
La partita resta dunque aperta e assume un significato che va oltre la semplice distribuzione degli incarichi. In gioco c’è la governance di un ente strategico per lo sviluppo economico veronese e, soprattutto, la capacità delle istituzioni locali di trovare una visione condivisa sul futuro della città.
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