La tragedia avvenuta il 14 ottobre 2025 a Castel d’Azzano ha segnato la comunità veronese: tre carabinieri — Marco Piffari, Davide Bernardello e Valerio Daprà — hanno perso la vita nell’esplosione del casolare dei fratelli Ramponi, evento che ha provocato anche il ferimento di 27 persone. Le indagini hanno preso una nuova svolta con il passaggio formale degli atti alla magistratura e l’avvicinarsi dell’interrogatorio di garanzia.
Domani, 16 ottobre, è fissato davanti al Gip l’interrogatorio dei fratelli Franco e Dino Ramponi, accusati di strage in relazione all’esplosione. La Procura della Repubblica trasmetterà nel primo pomeriggio al Gip il fascicolo contenente gli elementi raccolti fino a oggi. Nel tardo pomeriggio di oggi sono stati conferiti gli esami autoptici, i cui risultati integreranno il quadro probatorio e saranno discussi anche durante l’udienza.
Lo svolgimento dell’audizione potrebbe subire variazioni: Maria Luisa Ramponi, coinvolta nello stesso episodio, resta ricoverata in condizioni gravi ed è intubata, pertanto la sua comparizione è al momento incerta e potrebbe essere rinviata fino a quando le sue condizioni non lo consentiranno.
Le indagini, coordinate dalla Procura, proseguono su più fronti per ricostruire dinamiche e responsabilità. Nelle prossime ore gli atti giudiziari conterranno i rilievi tecnici, le risultanze mediche e le testimonianze già acquisite, elementi che il Gip valuterà in sede di interrogatorio di garanzia per decidere eventuali misure cautelari.
Intanto la città si prepara a dare l’ultimo saluto ai militari caduti: le esequie sono state programmate entro la fine della settimana, con indicazioni che confermano lo svolgimento venerdì. Le autorità locali e le istituzioni militari hanno organizzato la cerimonia funebre, che sarà accompagnata dalle misure di cordoglio e partecipazione pubblica previste in questi casi. La comunità dei carabinieri e i familiari delle vittime attendono risposte mentre si susseguono gli adempimenti giudiziari e sanitari.
Tra le priorità investigative rimane la verifica delle cause tecniche dell’esplosione e la ricostruzione delle responsabilità penali. Gli inquirenti stanno esaminando il sito del crollo, raccogliendo prove e ascoltando testimoni, con il supporto di consulenze specialistiche che potranno chiarire la natura dell’esplosivo e le condizioni del fabbricato al momento dell’incidente.
L’evento ha avuto ripercussioni immediate sui servizi sanitari locali: oltre ai tre decessi, diverse persone sono state soccorse e trasportate al pronto soccorso, alcuni con gravi ferite. Le strutture ospedaliere hanno attivato protocolli d’emergenza per gestire il flusso di feriti e garantire le cure necessarie.
La vicenda continua a suscitare grande attenzione pubblica e istituzionale: le autorità giudiziarie hanno messo in campo tutte le risorse investigative necessarie per arrivare a una ricostruzione il più possibile completa e tempestiva dei fatti. L’esito dell’autopsia e il contenuto del fascicolo trasmesso oggi al Gip saranno elementi centrali nell’udienza di domani, che rappresenta una tappa cruciale dell’iter processuale.