Prosegue a Verona l’allerta arancione per l’inquinamento da polveri sottili. Le concentrazioni di Pm10 hanno superato la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo, come rilevato dalla centralina Arpav di Giarol Grande, determinando il mantenimento delle misure emergenziali di primo livello su tutto il territorio comunale. Il provvedimento, scattato lo scorso 26 febbraio, resterà attivo almeno fino a mercoledì 4 marzo, quando è atteso un nuovo aggiornamento ufficiale.
Le limitazioni incidono in modo significativo sulla mobilità. È in vigore il blocco della circolazione stradale tutti i giorni, compresi festivi e fine settimana, dalle 8.30 alle 18.30. Il divieto riguarda le auto a benzina fino a Euro 2 e i diesel fino a Euro 5 per il trasporto persone e fino a Euro 4 per il trasporto merci. Stop anche ai ciclomotori e motocicli immatricolati prima del 2000, ai veicoli bifuel fino a Euro 2 e ai mezzi aderenti al servizio MoVe-In.
Non mancano le deroghe per garantire la mobilità essenziale. Possono circolare veicoli elettrici, ibridi e bifuel sopra Euro 2, oltre a chi pratica il car pooling. Autorizzati anche i mezzi di soccorso, i veicoli per persone con disabilità, medici e veterinari in servizio urgente e i lavoratori turnisti non coperti dal trasporto pubblico, previa attestazione del datore di lavoro. Previste finestre specifiche per il tragitto casa-scuola, limitate ai trenta minuti precedenti l’ingresso e l’uscita per nidi e scuole fino alla secondaria di primo grado.
Le operazioni di carico e scarico merci sono consentite solo in fasce orarie ristrette, dalle 8.30 alle 11 e dalle 15 alle 17.30. È inoltre vietato mantenere il motore acceso durante le soste, inclusi autobus e mezzi pesanti, se il fermo supera un minuto a semafori o passaggi a livello. Restano percorribili alcuni assi strategici, come i tratti autostradali cittadini, la Tangenziale Est tra via Valpantena e Poiano e la Tangenziale Sud tra Verona Est e Verona Nord, oltre ai collegamenti obbligati verso fiera, stadio e aree camper.
Le restrizioni si estendono anche agli impianti di riscaldamento. È vietato utilizzare stufe e camini a biomassa con classe emissiva inferiore a quattro stelle se è presente un impianto alternativo, con obbligo di pellet certificato A1 per impianti sotto i 35 kW. La temperatura massima negli edifici residenziali, scolastici, commerciali e negli uffici scende a 18°C, mentre negli immobili industriali il limite è fissato a 16°C, con una tolleranza di due gradi. Esentati ospedali, asili nido e piscine, ma i negozi sono invitati a mantenere chiuse le porte verso l’esterno.
Le misure emergenziali vietano inoltre ogni combustione all’aperto, inclusi falò, barbecue e fuochi d’artificio. Anche in ambito agricolo scattano restrizioni: lo spandimento di liquami zootecnici è consentito solo con iniezione diretta nel terreno o interramento entro 24 ore.
Il piano di risanamento dell’atmosfera mira a contenere le emissioni nei periodi di maggiore criticità, in attesa che le condizioni meteorologiche favoriscano la dispersione degli inquinanti. Il nuovo bollettino Arpav stabilirà se le misure potranno essere alleggerite o se sarà necessario proseguire con le restrizioni per contrastare l’emergenza smog in città.