La Rete Verona Rainbow torna a farsi sentire con una proposta dal forte valore simbolico: installare una panchina rainbow in ogni parco e piazza della città, come gesto visibile di inclusione e sensibilità verso i diritti delle persone Lgbtqia+. L’idea nasce dall’esperimento già realizzato a Quinzano, dove la prima panchina colorata con i colori dell’arcobaleno ha riscosso consensi e attenzione. Ora l’obiettivo è estendere l’iniziativa a tutta Verona.
«Un po’ di colore non guasta mai», scrivono gli attivisti della Rete, che hanno già presentato la proposta al Comune, esprimendo anche la disponibilità a partecipare attivamente alla pittura delle panchine. Chiedono solamente che l’amministrazione fornisca i materiali – vernici e pennelli – per procedere.
Secondo i promotori, le panchine rappresenterebbero un segnale concreto del cambiamento sociale e culturale in corso a Verona, in linea con la sensibilità dimostrata dall’attuale amministrazione. Ma vogliono che sia anche un invito al dialogo e alla convivenza, rivolto a chi guarda con diffidenza i simboli del mondo Lgbtqia+:
«Un invito a sedersi, a chiacchierare, a condividere spazi su un supporto amichevole che, assicuriamo, non morderà», ironizzano gli attivisti.
Un appello anche sulla questione abitativa
Nel comunicato diffuso alla stampa, la Rete Verona Rainbow ha colto l’occasione anche per lanciare una critica all’attuale gestione dell’emergenza abitativa. In particolare, ha chiesto un ripensamento sulle politiche dell’assessorato alla Sicurezza guidato da Stefania Zivelonghi, sottolineando l’eccessivo ricorso a sgomberi che hanno colpito senza dimora, molti dei quali migranti regolari, con documenti e contratti di lavoro, ma privi di un alloggio.
«Non è con gli sgomberi che si affronta il problema casa», scrive l’associazione, richiamando l’attenzione sulla gravità della situazione abitativa in città e chiedendo soluzioni più eque e strutturali.
Verso una città più inclusiva
Con l’iniziativa delle panchine rainbow, la Rete Verona Rainbow punta a coinvolgere direttamente la cittadinanza, anche attraverso l’arte urbana, per rafforzare il senso di comunità e abbattere i pregiudizi. Le panchine – sottolineano – non sono semplici arredi pubblici, ma strumenti di visibilità, inclusione e condivisione.
L’iniziativa, se accolta dal Comune, potrebbe entrare a far parte di un più ampio percorso di valorizzazione degli spazi pubblici all’insegna dell’accoglienza e del rispetto delle diversità, contribuendo a un’immagine più aperta e moderna della città di Verona.
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