Sequestro di animali sospende Aptuit: stop agli esperimenti

Il Tar ordina sei mesi di sospensione per Aptuit, a seguito delle denunce di Lav

La multinazionale Aptuit con sede a Verona dovrà sospendere tutti gli esperimenti sugli animali per sei mesi, fino al 16 dicembre. Questa decisione è stata presa dal Tar del Lazio in risposta alla richiesta della Lav (Lega anti-vivisezione), che ha denunciato gravi irregolarità nella gestione degli animali all’interno dell’azienda. Secondo la sentenza, sono state riscontrate gravi illegittimità nelle modalità di detenzione dei cani, nella qualificazione del dolore, nella classificazione delle procedure e nella pratica del riutilizzo.

Valeria Albanese della Lav ha commentato che questo rappresenta un traguardo senza precedenti nella lotta contro la vivisezione in Italia. L’associazione ha lavorato per anni per portare alla luce le irregolarità e ha ora ottenuto un risultato significativo con la sospensione delle autorizzazioni di Aptuit. La decisione del Tar segue un’indagine della procura di Verona e il sequestro degli animali da parte dei carabinieri e dei veterinari.

La Lav ha richiesto la sospensione delle autorizzazioni a seguito delle proteste e delle denunce degli animalisti. La richiesta mirava a interrompere gli esperimenti e liberare gli animali ancora rinchiusi nei laboratori di Aptuit. Valeria Albanese ha sottolineato come le sofferenze degli animali nei laboratori superino ogni immaginazione, con abusi che si verificano prima, durante e dopo gli esperimenti.

La battaglia legale della Lav è stata lunga e complessa, con il Ministero della Salute che ha spesso negato l’accesso ai documenti richiesti dall’associazione, citando il diritto alla riservatezza dell’azienda. Tuttavia, la Lav ha ottenuto l’accesso ai dati dopo sei ricorsi al Tar, che ha sempre confermato il diritto a conoscere cosa accadeva nello stabulario di Aptuit. Le informazioni ottenute hanno evidenziato numerosi profili di criticità, poi confermati dalle ispezioni dei carabinieri e dei veterinari, che hanno portato alla decisione del sequestro degli animali e all’apertura delle indagini a carico dell’ex presidente dell’azienda e della veterinaria.

Le indagini hanno portato a richieste di valutazione per reati di maltrattamento e uccisione di animali, dimostrando l’impegno della Lav e delle autorità nel garantire il rispetto delle normative e dei diritti degli animali. Questo caso rappresenta un punto di svolta nella lotta contro la vivisezione in Italia, evidenziando l’importanza della trasparenza e del controllo nelle pratiche di sperimentazione animale.

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