Degrado e rischio sanitario all’ex ospedale di San Bonifacio: «Situazione critica»

Cumuli di rifiuti, bivacchi e accessi non autorizzati: l’Ulss9 segnala potenziali pericoli igienico-sanitari e invita il Comune a intervenire con urgenza

L’ex ospedale Zavarise-Manani di San Bonifacio versa in condizioni allarmanti, tanto da essere definito dall’Ulss9 un luogo «insalubre e antigienico, con rischio di malattie infettive-diffusive». La struttura abbandonata, da tempo oggetto di occupazioni abusive, è diventata negli ultimi mesi un punto di riferimento per senzatetto e soggetti irregolari, ma anche per gruppi di giovanissimi che vi accedono per attività illecite o pericolose.

Una situazione igienica fuori controllo

A lanciare l’allarme è stato il Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss9 Scaligera, a seguito della ricezione di un report dettagliato redatto dai carabinieri di San Bonifacio e corredato da un’ampia documentazione fotografica. Secondo quanto segnalato, l’intero complesso ospedaliero si presenta come una discarica abusiva, con rifiuti di ogni genere abbandonati all’interno delle corsie e delle stanze, spesso mischiati a escrementi.

La presenza stabile di persone che utilizzano l’edificio come rifugio notturno ha aggravato la situazione. Non si tratta solo di senzatetto o cittadini stranieri irregolari, ma anche di ragazzini, alcuni dei quali segnalati mentre consumavano o cercavano sostanze stupefacenti, imbrattavano le pareti con vernice spray o dormivano nei locali pericolanti.

Accessi documentati dalle telecamere comunali

Il Comune di San Bonifacio aveva attivato un sistema di videosorveglianza interna per monitorare l’ex struttura ospedaliera. Le immagini raccolte mostrano chiaramente gli accessi non autorizzati, in alcuni casi persino di minorenni accompagnati da coetanei. È proprio grazie a queste riprese che i carabinieri hanno potuto verificare la frequenza delle intrusioni e la condizione di estremo degrado in cui versa l’edificio.

Le relazioni inviate da Capitan Antonino Fallo, comandante della Compagnia carabinieri di San Bonifacio, hanno sottolineato come la situazione costituisca un pericolo sia per la salute pubblica sia per la sicurezza, data anche la precarietà strutturale dello stabile. In particolare, l’Ulss ha chiesto al Comune l’adozione di misure urgenti per impedire l’accesso ai non autorizzati e per procedere alla bonifica dell’area, rimuovendo i rifiuti e mettendo in sicurezza gli spazi.

Un edificio fatiscente e a rischio crollo

Ma l’ex ospedale non è l’unico punto critico nel centro urbano. A preoccupare è anche lo stabile di via Camporosolo, anch’esso abbandonato e recentemente interessato da un incendio. Secondo Giorgio Corsale, presidente della Commissione Sicurezza, si tratta di una vera e propria “bomba” a rischio crollo sulla pubblica via, già segnalata tre anni fa dai tecnici come staticamente pericolante.

Nessuno degli incaricati, all’epoca, si era sentito di salire oltre il primo piano dell’edificio. Tuttavia, nonostante le segnalazioni e i pericoli noti, la struttura continua a essere occupata abusivamente, rappresentando un ulteriore punto di rischio per la comunità.

Appello a un’azione immediata

In entrambi i casi, i soggetti coinvolti — forze dell’ordine, Ulss e autorità locali — convergono su una richiesta comune: servono interventi rapidi ed efficaci per la messa in sicurezza delle aree e per prevenire ulteriori episodi di degrado, occupazioni abusive o rischi sanitari.

Il quadro complessivo, aggravato dalla presenza di rifiuti organici, materiali contaminanti e strutture instabili, configura una minaccia concreta sia per chi vi accede sia per l’intera cittadinanza. Il rischio non è più solo teorico: la possibilità di diffusione di malattie infettive e il pericolo di incidenti rendono la situazione non più rinviabile.

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