Un presunto omicidio segnalato nella notte di Ferragosto ha messo in allerta i carabinieri di Verona, che sono intervenuti d’urgenza in un’abitazione del quartiere San Massimo. La chiamata giunta al 112 poco dopo le 2 del mattino parlava di un delitto in corso, ma una volta giunti in via Sant’Eupreprio, i militari hanno rapidamente accertato che non vi era alcuna vittima né aggressione in atto.
L’attenzione dei carabinieri si è però concentrata su una donna che, alla vista della pattuglia, ha tentato di allontanarsi in maniera sospetta. Si trattava di una 36enne italiana già nota alle forze dell’ordine, che è stata sottoposta a controllo. La perquisizione ha portato alla scoperta di 64 grammi di cocaina, oltre 40 grammi di eroina, denaro contante e un telefono cellulare.
Le verifiche sono poi proseguite anche all’interno della sua abitazione, dove i militari hanno rinvenuto ulteriori dosi di stupefacenti, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento. Tutto è stato sequestrato e la donna è stata arrestata per detenzione di droga ai fini di spaccio, venendo condotta nel carcere di Verona-Montorio, dove attende l’udienza di convalida.
Parallelamente, le indagini hanno permesso di risalire all’autrice della chiamata d’emergenza che aveva dato origine al falso allarme. Si tratta di una 35enne, anch’essa con precedenti, denunciata per procurato allarme e rifiuto di fornire le proprie generalità.
L’episodio, nato da una segnalazione infondata, ha così portato alla luce una diversa ma altrettanto grave attività criminale. I carabinieri hanno confermato che nessuna persona era in pericolo, ma l’operazione ha permesso di interrompere un traffico di droga sul territorio veronese.
La notte di paura si è dunque trasformata in un intervento decisivo contro lo spaccio, confermando l’importanza del pronto intervento delle forze dell’ordine, capaci di trasformare un falso allarme in un’azione concreta contro la criminalità.