Il territorio del Basso Garda sta vivendo una trasformazione sempre più evidente, segnata dall’espansione edilizia e dall’aumento delle strutture turistiche. Lungo la costa veronese del lago, il paesaggio appare sempre più caratterizzato da cantieri e nuove costruzioni, un fenomeno che, secondo Europa Verde, ha assunto ormai i contorni di un processo continuo e difficilmente arrestabile.
Negli ultimi anni, infatti, la crescita del turismo ha spinto la realizzazione di nuovi hotel, villaggi e campeggi, con l’obiettivo dichiarato di estendere la stagione turistica durante tutto l’anno. Tuttavia, questa strategia comporta un impatto significativo sul territorio, soprattutto in termini di consumo di suolo agricolo e trasformazione del paesaggio naturale.
Uno dei progetti più recenti riguarda Castelnuovo del Garda, dove è stato presentato per la Valutazione di Impatto Ambientale un nuovo complesso ricettivo: l’Aquarium Family Hotel, con 229 camere e quasi mille posti letto. L’intervento si inserisce in un contesto già fortemente interessato da nuove edificazioni. Tra il 2023 e il 2024, il consumo di suolo agricolo ha raggiunto oltre 14 ettari a Castelnuovo, mentre Peschiera ha registrato più di 6 ettari e Lazise circa 3 ettari.
La pressione urbanistica non si limita ai singoli interventi. A sud di Gardaland esiste ancora un’area libera di circa 80 ettari, ma su questa superficie si concentrano numerosi progetti già presentati. Tra questi figurano nuovi villaggi turistici, ampliamenti di campeggi e strutture alberghiere di grandi dimensioni, con volumetrie consistenti e migliaia di posti destinati all’accoglienza turistica.
Parallelamente, i dati provinciali mostrano come il consumo di suolo interessi anche altre aree del Veronese, in particolare quelle coinvolte nei cantieri dell’alta velocità ferroviaria. Verona, San Bonifacio e San Martino Buon Albergo risultano tra i comuni con le maggiori superfici impermeabilizzate, a conferma di una tendenza diffusa su più fronti.
Spostandosi verso Pacengo, il quadro resta complesso. Qui, su oltre dieci ettari tra il centro storico e il porto, sono in corso nuove edificazioni a destinazione turistico-alberghiera, accompagnate dalla previsione di ulteriori strutture sul lungolago. L’area è già stata oggetto di vicende giudiziarie: in passato sequestrata, è tornata al centro dell’attenzione nel 2023 per presunti abusi edilizi legati a violazioni paesaggistiche e superamento dei limiti costruttivi. Successivamente, il cantiere è stato dissequestrato grazie a una sanatoria prevista dalla normativa vigente.
Secondo Europa Verde, il ricorso frequente a deroghe urbanistiche e sanatorie contribuisce a indebolire la pianificazione territoriale, rendendo più difficile il controllo dello sviluppo edilizio. La legge regionale sul consumo di suolo, che prevede procedure semplificate per alcune categorie di interventi, viene indicata come uno degli strumenti che facilitano questo processo.
Il tema centrale resta quello dell’equilibrio tra sviluppo economico e tutela ambientale. La progressiva riduzione degli spazi naturali e agricoli rischia di compromettere l’identità paesaggistica del Garda, oltre a incidere sulla qualità della vita dei residenti. L’espansione del turismo, se non governata, può infatti generare traffico costante, pressione sulle infrastrutture e trasformazioni irreversibili del territorio.
In questo contesto, il dibattito rimane aperto. Da un lato, le amministrazioni e gli operatori turistici puntano sulla crescita e sulla destagionalizzazione; dall’altro, emergono preoccupazioni legate alla sostenibilità e alla conservazione del paesaggio. La gestione futura del Garda dipenderà dalla capacità di conciliare queste esigenze, evitando che lo sviluppo si traduca in un consumo eccessivo e non reversibile del suolo.