La comunità di Prun, frazione del comune di Negrar, si è risvegliata avvolta da un silenzio carico di incredulità dopo l’esplosione che ha distrutto una palazzina in via Sattarine. A perdere la vita è stato Bruno Savoia, 68 anni, rimasto intrappolato sotto le macerie dell’edificio crollato nel tardo pomeriggio. Una tragedia improvvisa che ha segnato profondamente il territorio della Valpolicella.
L’esplosione si è verificata intorno alle 17:45, quando un boato ha scosso l’intera zona residenziale. In pochi istanti, l’edificio si è trasformato in un cumulo di detriti, polvere e frammenti di muratura. Le prime ricostruzioni indicano come causa più probabile una fuga di gas, ritenuta responsabile della deflagrazione che non ha lasciato scampo alla vittima.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco, supportati dai sanitari del Suem 118 e dalle forze dell’ordine. Le operazioni di soccorso sono proseguite senza sosta per ore, con l’obiettivo di estrarre tutte le persone coinvolte nel crollo. Quattro, in totale, gli occupanti della palazzina al momento dell’esplosione.
Tre familiari del 68enne – due uomini e una donna – sono stati recuperati vivi dalle macerie. Le loro condizioni, pur segnate dallo shock e da alcune ferite, non sarebbero risultate critiche. Per Bruno Savoia, invece, ogni tentativo di salvataggio si è rivelato inutile. Il suo corpo è stato individuato sotto i resti della struttura, ormai completamente collassata.
La notizia si è diffusa rapidamente in paese, dove la vittima era conosciuta. La casa distrutta rappresentava per lui il luogo di una vita intera, diventato in pochi istanti teatro di una tragedia. L’esplosione ha provocato danni ingenti anche alle abitazioni vicine, molte delle quali sono state evacuate per motivi di sicurezza e per consentire le verifiche strutturali.
Le autorità competenti hanno immediatamente avviato gli accertamenti per chiarire con precisione l’origine della fuga di gas. Gli investigatori stanno lavorando per comprendere se si sia trattato di un guasto accidentale o di un malfunzionamento dell’impianto domestico. Al momento, l’ipotesi prevalente resta quella di una drammatica fatalità.
L’intervento dei soccorritori si è svolto in condizioni particolarmente complesse. Le macerie hanno reso difficile l’accesso ai locali interni e ogni movimento è stato eseguito con estrema cautela per evitare ulteriori cedimenti. La priorità è stata garantire la sicurezza degli operatori e verificare la presenza di eventuali sacche di gas residue.
Il sindaco e l’amministrazione comunale hanno espresso cordoglio per la scomparsa del 68enne, manifestando vicinanza alla famiglia colpita dal lutto. L’intera comunità di Prun si è stretta attorno ai parenti della vittima, in un clima di profonda commozione.
L’episodio riporta l’attenzione sull’importanza dei controlli periodici agli impianti domestici e sulle misure di prevenzione legate all’utilizzo del gas nelle abitazioni. In attesa degli esiti ufficiali delle indagini, resta il dolore per una vita spezzata e per una casa distrutta in pochi secondi.
La tragedia di via Sattarine ha trasformato un tranquillo pomeriggio in un evento drammatico che ha segnato per sempre la frazione di Prun. L’immagine della palazzina sventrata rimane il simbolo di una fatalità che ha colpito una famiglia e un’intera comunità, lasciando dietro di sé sgomento e interrogativi.