L’ospedale di Borgo Trento a Verona si prepara a entrare ufficialmente in modalità olimpica in vista delle cerimonie di chiusura dei Giochi olimpici invernali e di apertura delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. L’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona ha presentato un piano sanitario strutturato e certificato, validato dal Comitato olimpico internazionale e dalla Fondazione Milano Cortina, che garantirà la gestione sicura ed efficiente di atleti, autorità, spettatori e cittadini senza compromettere l’assistenza sanitaria ordinaria.
Borgo Trento hub sanitario olimpico del Veneto
Insieme all’ospedale di Belluno, Borgo Trento è stato designato come ospedale olimpico di riferimento per il Veneto. La struttura svolgerà un ruolo centrale soprattutto per gli eventi ospitati in Arena e per l’eventuale presa in carico di infortuni o patologie degli atleti impegnati nei siti di gara regionali. Il piano è stato predisposto dalla Centrale operativa Suem 118 in sinergia con la Direzione medica ospedaliera e si basa su un’organizzazione che punta a separazione dei flussi, coordinamento continuo e livelli elevati di sicurezza.
Percorsi distinti e assistenza potenziata
Il cuore del dispositivo è rappresentato da tre percorsi sanitari differenziati, pensati per rispondere in modo mirato alle diverse tipologie di utenti:
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Autorità e delegazioni istituzionali: accesso protetto con accoglienza dedicata, triage riservato, diagnostica e interventi prioritari, oltre ad aree specifiche per eventuali ricoveri e terapia intensiva.
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Famiglia olimpica (atleti, staff, volontari): percorso dedicato con posti letto riservati all’interno dei reparti, per garantire rapidità e continuità delle cure.
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Spettatori e cittadini: mantenimento del percorso ordinario, già attivo, affiancato da un monitoraggio costante dei flussi per evitare sovraccarichi.
Nei giorni delle cerimonie, il pronto soccorso sarà rafforzato con team aggiuntivi e con un sistema di monitoraggio in tempo reale di accessi e disponibilità dei posti letto. È inoltre pronto il protocollo “Mass Casualty Incident – Verona 2026”, che potrà essere attivato immediatamente in caso di maxiemergenza.
Un piano testato e orientato al futuro
Secondo il direttore generale Callisto Marco Bravi, l’esperienza olimpica ha rappresentato un banco di prova fondamentale: “Il nostro ospedale risponde pienamente ai requisiti del Comitato olimpico internazionale. Le Olimpiadi hanno consentito di verificare e migliorare i percorsi di emergenza, lasciando un’eredità concreta per il futuro”. Un’eredità che va oltre l’evento e che punta a rafforzare in modo strutturale il sistema sanitario locale.
Il dispositivo sanitario sul territorio
Parallelamente all’organizzazione ospedaliera, è stato definito un articolato piano di assistenza extraospedaliera nei principali luoghi delle cerimonie: Arena, piazza Bra, Gran Guardia, Teatro Filarmonico e area della stazione di Porta Nuova. Il dispositivo sarà dimensionato per gestire fino a 20mila presenze e, nelle due serate clou, prevede:
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12 ambulanze
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11 medici
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15 infermieri
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circa 50 tra autisti e soccorritori
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posto medico avanzato e centri di coordinamento interforze
Il direttore del Suem 118 Verona, Adriano Valerio, ha sottolineato che l’operatività sarà estesa anche ai giorni precedenti e successivi alle cerimonie, fasi considerate particolarmente delicate per allestimenti e smontaggi. I servizi ordinari per la cittadinanza non verranno ridotti, ma ulteriormente potenziati.
Pronto soccorso e legacy per il territorio
Dal pronto soccorso arriva una conferma sulla continuità assistenziale: nessuna attività verrà tagliata e saranno attivati due team aggiuntivi, con linee di intervento separate per garantire rapidità, privacy e sicurezza a tutti gli utenti.
Oltre all’organizzazione dell’evento, Milano Cortina 2026 lascerà a Verona una legacy tangibile: nuovi mezzi di soccorso, apparecchiature elettromedicali e una sinergia rafforzata tra istituzioni e volontariato, destinata a migliorare in modo duraturo il sistema di emergenza-urgenza del territorio.