Nella tarda serata di lunedì 19 gennaio, un violento incendio ha colpito una palazzina di otto piani in via Fedeli, nel quartiere San Michele Extra a Verona, trasformando in pochi minuti lo stabile in una trappola di fumo. L’allarme è scattato intorno alle 23.30 e il bilancio dell’episodio è particolarmente grave: due persone sono state ricoverate in terapia intensiva, mentre decine di residenti sono stati evacuati d’urgenza.
Le fiamme si sono propagate rapidamente all’interno di un appartamento, sprigionando un denso fumo che ha invaso il vano scale e reso impossibile l’uscita autonoma per molti inquilini. La priorità dei soccorritori è stata mettere in salvo le persone intrappolate, alcune delle quali presentavano difficoltà motorie.
Due persone in condizioni critiche
La situazione più preoccupante riguarda un uomo di 40 anni e una donna di 50, trovati privi di sensi all’interno dell’edificio. Entrambi sono stati estratti dai vigili del fuoco in condizioni disperate e affidati immediatamente alle cure del personale sanitario. Trasportati in codice rosso al Trauma Center dell’ospedale di Borgo Trento, i due pazienti sono ora ricoverati nei reparti di Terapia intensiva generale e neurochirurgica. La prognosi resta riservata a causa della grave intossicazione da fumo.
Un terzo ferito, un uomo di circa 70 anni, è stato invece trasferito al Pronto Soccorso di Borgo Roma in codice verde. Le inalazioni di fumo sono risultate meno profonde e, secondo quanto riferito dai medici, le sue condizioni non destano particolare preoccupazione.
Attivato il piano di emergenza sanitaria
Considerata l’elevata densità abitativa della palazzina, la Centrale Operativa del Suem ha attivato lo stato di pre-allerta, mettendo in campo un piano di emergenza articolato. Sono stati richiamati in servizio il direttore Adriano Valerio, il coordinatore Marco Manzini e ulteriore personale medico e infermieristico reperibile.
Sul posto è stato allestito un centro di coordinamento sanitario, fondamentale per gestire l’elevato numero di persone coinvolte. Grazie a questa organizzazione, 31 residenti sono stati assistiti, valutati e dimessi direttamente sul luogo dell’incendio, evitando il trasferimento in ospedale. Un intervento ritenuto cruciale per non congestionare i Pronto soccorso cittadini e garantire assistenza immediata a chi aveva riportato sintomi lievi da inalazione di fumo.
L’intervento dei vigili del fuoco e l’evacuazione
Parallelamente all’assistenza sanitaria, i vigili del fuoco sono intervenuti per domare le fiamme e mettere in sicurezza lo stabile. Le squadre hanno tratto in salvo circa 40 inquilini, rimasti bloccati negli appartamenti a causa del fumo che aveva invaso le scale. Tra loro anche alcune persone con disabilità.
Per consentire l’evacuazione in condizioni di sicurezza, i soccorritori hanno utilizzato speciali maschere di protezione, progettate per garantire visibilità e permettere agli evacuati di respirare l’aria del soccorritore. L’appartamento da cui si è originato l’incendio è stato dichiarato non fruibile, a causa dei danni provocati da calore e fumo. Gli altri residenti hanno potuto fare rientro nelle proprie abitazioni dopo circa tre ore, una volta completate le verifiche di sicurezza.
Indagini sull’origine del rogo
Sul luogo dell’incendio sono intervenute anche le pattuglie della polizia di Stato e della polizia locale, impegnate nella gestione della viabilità e nell’avvio degli accertamenti. Le forze dell’ordine stanno lavorando per chiarire le cause del rogo. Tra le ipotesi al vaglio, quella di una sigaretta lasciata accesa, con uno dei residenti che si sarebbe addormentato mentre fumava.
L’episodio riaccende l’attenzione sui rischi legati agli incendi domestici, soprattutto nelle ore notturne, e sull’importanza di sistemi di prevenzione e comportamenti prudenti all’interno delle abitazioni.