Verona supera la media nazionale per Pil pro capite grazie a export e turismo Sottotitolo:

Il report “Why Verona – Il Bello e il Buono” di Deloitte conferma la centralità economica della provincia: crescono Pil, turismo e laureati STEM, ma restano sfide su occupazione giovanile e formazione

Verona si posiziona tra i territori più solidi e dinamici d’Italia dal punto di vista economico. Lo conferma il nuovo report “Why Verona – Il Bello e il Buono” elaborato da Deloitte Economics, presentato nella sede di Confindustria Verona con la partecipazione di rappresentanti istituzionali e imprenditoriali di primo piano.

Tra i principali dati emersi dallo studio, spicca l’incremento del Pil pro capite della provincia, che nel 2024 ha segnato un +1,9%, una crescita superiore alla media nazionale (+0,9%) e anche a quella regionale veneta (+1,3%).

Export e turismo trainano l’economia scaligera

A sostenere la performance economica veronese è soprattutto l’export, che beneficia di una forte diversificazione geografica dei mercati di destinazione. Tale diversificazione ha permesso al territorio di contenere gli effetti delle recenti tensioni commerciali internazionali, mantenendo una tenuta stabile dell’economia locale.

Altra voce strategica è il turismo, che negli ultimi dieci anni ha registrato numeri record: Verona è prima provincia in Italia per crescita media annua degli arrivi turistici nel periodo 2014-2024 (+4,2%) e seconda per incremento delle presenze (+3,1%) dopo Roma (+6,1%). Una crescita costante che ha rafforzato il ruolo della città come destinazione culturale e attrattiva internazionale.

Formazione e lavoro: luci e ombre

Lo studio evidenzia anche segnali positivi sul fronte della formazione tecnica. Cresce del 17% il numero di laureati in ingegneria industriale e dell’informazione (STEM), un dato che supera il trend nazionale. Tuttavia, questo aumento non basta ancora a coprire la domanda del tessuto imprenditoriale locale, che continua a soffrire per la carenza di figure tecniche specializzate.

Sul fronte occupazionale, il tasso di occupazione tra i 25 e i 34 anni è lievemente superiore alla media del Nord-Est (80,8% contro 80%), mentre permangono criticità nella fascia 15-24 anni, con un tasso di occupazione del 21,7%, inferiore rispetto alla media delle province venete (24%) e del Nord-Est (25%). Anche il tasso di partecipazione scolastica (70,7%) è al di sotto della media regionale (72,5%) e nazionale (75,5%).

Un territorio solido con margini di crescita

Luca Lorenzetti, Partner di Deloitte, ha sottolineato come i numeri dello studio confermino la solidità del territorio veronese, grazie a una combinazione efficace di crescita economica, attrattività degli investimenti e vivacità del tessuto imprenditoriale.

Pier Valter Azzoni, anch’egli Partner Deloitte, ha evidenziato l’importanza di investire in infrastrutture tecnologiche e digitali per garantire alla provincia uno sviluppo sostenibile anche in futuro.

Durante la presentazione del report sono intervenuti anche Giuseppe Riello, Presidente di Confindustria Verona, e Elisa De Berti, Consigliera regionale alle Infrastrutture, che hanno ribadito l’impegno congiunto di istituzioni e imprese per rendere Verona sempre più competitiva e innovativa.

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