Il Comune di Verona compie un nuovo passo concreto nella lotta alla criminalità organizzata annunciando la costituzione di parte civile anche nel terzo filone dell’inchiesta “Isola Scaligera”. L’udienza preliminare è in programma venerdì presso la Corte d’Appello di Venezia e riguarda un ulteriore troncone dell’indagine antimafia che ha già portato a condanne definitive nel primo processo.
Il sindaco Damiano Tommasi ha firmato il decreto che formalizza la decisione dell’Amministrazione, atto che verrà depositato in Tribunale dal legale incaricato.
Un impegno coerente con la mozione del Consiglio comunale
La scelta di costituirsi nuovamente parte civile dà piena attuazione alla mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale il 20 giugno 2024, con cui Verona si è impegnata a intervenire in tutti i procedimenti penali legati a:
-
associazione per delinquere
-
associazione a delinquere di stampo mafioso
reati che producono gravi ricadute sulla sicurezza, sull’ordine pubblico e sulla vita della comunità.
L’obiettivo dichiarato è contrastare in modo sistematico e istituzionale la presenza mafiosa nel Veronese, affermando una linea di totale distanza da ogni forma di criminalità organizzata.
I reati contestati e l’estensione dell’indagine
Le indagini recentemente concluse coinvolgono numerosi imputati già presenti nei filoni precedenti. Le accuse spaziano tra reati di particolare gravità come:
-
traffico di droga
-
traffico di armi
-
estorsione
-
danneggiamento
-
frode fiscale
Tutti i reati sono aggravati dal metodo mafioso, elemento che ha confermato la presenza attiva della ’ndrangheta nel territorio veronese, con ramificazioni che si estendono anche alla provincia.
La posizione dell’Amministrazione comunale
“Con la notizia della prima udienza del terzo troncone di Isola Scaligera – ha dichiarato l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi – il Comune si è immediatamente attivato per la costituzione di parte civile. È un segnale forte e inequivocabile che Verona lancia rispetto ai comportamenti contestati”.
Secondo l’assessora, lo sviluppo di questo ulteriore filone conferma la complessità e la pervasività delle condotte illegali, rendendo indispensabile rafforzare l’attività investigativa e il presidio di legalità sul territorio.
Un segnale istituzionale contro la criminalità organizzata
Con questa decisione, il Comune di Verona rafforza il proprio ruolo attivo nella difesa della legalità, non limitandosi a una presa di posizione simbolica, ma intervenendo direttamente nei procedimenti giudiziari che riguardano fenomeni mafiosi radicati.
Un’azione che punta a tutelare la città, le imprese sane e i cittadini, riaffermando che Verona non intende abbassare la guardia di fronte alle infiltrazioni criminali.