Affi, sette milioni per il museo nell’ex base Nato: il governo sostiene il progetto

L’ex bunker West Star sarà trasformato in un museo della memoria: il governo pronto a finanziare il recupero con un emendamento

La riconversione dell’ex base Nato West Star di Affi in museo storico ottiene il sostegno del governo, che si prepara a presentare un emendamento per garantire un finanziamento di circa sette milioni di euro. L’intervento è stato annunciato durante una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, segnando un passo decisivo verso la valorizzazione di uno dei più grandi bunker anti-atomici d’Europa.

Il progetto, in cantiere dal 2018, anno in cui il Comune di Affi ha acquisito il sito dal Demanio, è oggi al centro di una strategia culturale e identitaria più ampia. La struttura, realizzata durante la Guerra fredda, rappresenta un unicum nel panorama militare e architettonico italiano, con potenzialità sia in ambito turistico che educativo.

L’idea di trasformare West Star in un museo è supportata da una rete istituzionale e scientifica, che include l’amministrazione comunale, l’università di Firenze e un comitato tecnico-scientifico dedicato. L’obiettivo è restituire alla collettività un luogo simbolo della storia militare del Novecento, rendendolo accessibile e fruibile al pubblico, con percorsi guidati, esposizioni e attività didattiche.

Durante la presentazione ufficiale alla Camera, una delegazione di venti persone, tra cui il sindaco di Affi Marco Sega e rappresentanti delle istituzioni accademiche, ha illustrato lo stato di avanzamento del progetto. Il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr, Tommaso Foti, e il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, hanno espresso pieno appoggio all’iniziativa, riconoscendone il valore strategico.

La deputata Alessia Ambrosi, che ha portato il caso a Roma con un’interrogazione parlamentare presentata in primavera, ha dichiarato che il progetto non è solo un’opera di conservazione, ma anche un investimento culturale e turistico, che valorizza l’ingegneria militare italiana e la memoria storica della Guerra fredda. Ambrosi ha inoltre sottolineato l’intenzione del governo di seguire l’iniziativa passo dopo passo, per garantirne la piena realizzazione.

Il finanziamento da sette milioni sarà destinato alla bonifica e al recupero dell’area, condizione necessaria per avviare la musealizzazione vera e propria. Secondo quanto spiegato dal sindaco Marco Sega, si tratta di una priorità assoluta per il territorio, che da tempo attende una riqualificazione dell’area. «Non possiamo permettere che un luogo di questo valore cada nel degrado», ha affermato il primo cittadino, ribadendo l’importanza di un sostegno economico mirato per avviare i lavori.

Il progetto prevede anche una futura candidatura a patrimonio Unesco, sottolineando il valore europeo del sito. La trasformazione dell’ex base Nato in un polo museale rappresenta quindi un’occasione unica per rilanciare Affi anche dal punto di vista turistico, creando un punto di riferimento per la memoria storica del secondo dopoguerra e dell’epoca dei grandi conflitti ideologici.

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