Un nuovo suicidio si è consumato nel carcere di Montorio, a Verona, dove un detenuto di 51 anni, di origine albanese, ha scelto di togliersi la vita impiccandosi nella sua cella. Si tratta del 65° suicidio di un detenuto dall’inizio dell’anno, un dato che preoccupa profondamente le autorità e le associazioni sindacali. Il segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio, ha denunciato con forza le condizioni “indegne” in cui versano le carceri italiane, con un sistema che definisce ormai un “campo di concentramento moderno”, evidenziando il dramma di chi è recluso e di chi lavora nel sistema penitenziario.
Sovraffollamento e carenza di personale sono i principali problemi che la Uilpa denuncia riguardo la Casa Circondariale di Verona. Attualmente, 607 detenuti sono ospitati in soli 332 posti disponibili, con un sovraffollamento del 83%. Inoltre, il numero degli agenti di polizia penitenziaria in servizio è solo di 370 unità, quando il personale necessario sarebbe almeno 420. Questo deficit si ripercuote pesantemente sul lavoro degli agenti, che sono costretti a turni massacranti e a una gestione sempre più difficile della situazione. De Fazio sottolinea che “gli agenti sono stremati da turni che si protraggono anche per 26 ore continuative”, con un carico di lavoro che non permette loro di garantire adeguate condizioni di sicurezza e assistenza.
A livello nazionale, la situazione è altrettanto grave, con 63.120 detenuti in carceri che possono ospitarne solo 46.609, creando un sovraffollamento del 135,4%. In parallelo, la Polizia Penitenziaria conta oltre 20.000 agenti mancanti. La Uilpa accusa il Ministero della Giustizia di non aver preso misure adeguate per risolvere queste criticità, denunciando una gestione che sembra dimenticare tanto i diritti dei detenuti quanto le condizioni di lavoro del personale.
De Fazio ha ribadito che è urgente intervenire per “deflazionare la densità detentiva”, potenziare gli organici della Polizia Penitenziaria, e migliorare le strutture carcerarie, con ristrutturazioni urgenti degli edifici e il potenziamento dell’assistenza sanitaria e psichiatrica. La situazione, secondo il sindacato, richiede interventi strutturali a lungo termine, che non possano più essere rimandati.