Giallo sul Garda, donna uccisa a colpi di pistola e abbandonata in ospedale

Una 44enne è morta a Desenzano dopo essere stata ferita a colpi di arma da fuoco. Indagini concentrate sull’ambiente nomade e sui filmati delle telecamere di sorveglianza.

Una vicenda dai contorni ancora oscuri ha scosso il basso Garda. Una donna di 44 anni è morta all’ospedale di Desenzano dopo essere stata abbandonata davanti al pronto soccorso con tre ferite da arma da fuoco all’addome e a una gamba. La vittima, di origine sinti e residente in un campo nomadi di Venezia, era stata trasportata da un’auto risultata intestata al marito, un’Alfa Romeo Stelvio con targa falsa, poi dileguatasi nel nulla.

Secondo le prime ricostruzioni investigative, la sparatoria sarebbe avvenuta a Lonato del Garda, in un campo di roulotte ora completamente deserto. Gli inquirenti ipotizzano che l’episodio sia collegato a una lite degenerata tra famiglie nomadi, legata al fidanzamento della figlia della vittima.

A coordinare le indagini sono i carabinieri di Brescia, che hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza nella zona per individuare i responsabili. La procura di Brescia ha disposto l’autopsia, che dovrà stabilire con precisione le cause della morte e ricostruire la dinamica dell’agguato.

Un elemento che potrebbe rivelarsi cruciale è la testimonianza del figlio della donna, un ragazzo di 16 anni, che avrebbe assistito almeno in parte agli eventi. Intanto, l’attenzione degli investigatori si concentra anche sul marito della vittima, attualmente irreperibile e ritenuto figura chiave per chiarire i movimenti dell’auto utilizzata per il trasporto.

Il caso si inserisce in un contesto già sotto stretta sorveglianza delle forze dell’ordine: solo durante l’estate, nell’area del Garda, i carabinieri hanno effettuato migliaia di controlli, con 11 arresti e oltre 200 denunce. L’omicidio di Desenzano rischia ora di aprire un nuovo fronte di tensione.

La comunità locale, scossa dall’accaduto, attende sviluppi mentre gli investigatori cercano di ricostruire i rapporti tra le famiglie coinvolte e individuare con precisione il luogo della sparatoria. Resta ancora irrisolto il mistero su chi abbia premuto il grilletto e su come la donna sia stata trasportata fino all’ospedale per poi essere abbandonata senza soccorso.

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