Un grave lutto ha colpito Verona il 15 settembre 2025, quando il corpo senza vita di Pahasara Nuwanidu Warnakulasuriya Thamel, 16 anni, è stato ritrovato nella piscina di una villetta in via Sogare, a pochi passi dal centro polifunzionale Don Calabria. Il ragazzo, affetto da gravi disturbi dello spettro autistico, era scomparso dalla scuola nella mattinata, dando il via a una drammatica ricerca che si è conclusa nel peggiore dei modi.
Pahasara, originario dello Sri Lanka ma residente nel quartiere Borgo Roma, frequentava da pochi giorni la scuola professionale Don Calabria, in via San Marco. La struttura ha comunicato che il giovane sarebbe riuscito ad allontanarsi dalla classe nonostante la presenza di insegnanti e operatori sociosanitari. La scuola, ancora sotto shock, ha deciso di restare chiusa il 16 settembre in segno di rispetto e cordoglio.
Le prime ricerche sono partite immediatamente all’interno del perimetro del centro, dopo che gli operatori si sono accorti dell’assenza del ragazzo. Sono state controllate le registrazioni delle telecamere e, una volta capito che Pahasara si era allontanato, le ricerche si sono estese all’area circostante. Le autorità, insieme alla famiglia del giovane, hanno sporto denuncia presso i carabinieri e successivamente alla questura, attivando le procedure ufficiali per la scomparsa.
Il corpo del ragazzo è stato trovato intorno alle 14 nella piscina di una villetta privata, in una stretta traversa della zona. In quel momento l’abitazione era vuota. Nonostante l’intervento tempestivo dei soccorritori, per Pahasara non c’era più nulla da fare. La sua famiglia, accorsa immediatamente sul posto, è stata devastata dal dolore.
Le urla strazianti della madre sono risuonate nel silenzio del giardino con gli ulivi, separato dalla strada da un’alta siepe, rendendo ancora più tangibile la tragedia. Diversi operatori del centro scolastico sono rimasti sul posto fino a sera, visibilmente provati dall’accaduto.
Il direttore del Centro Don Calabria, Federico Patuzzo, ha ricostruito i momenti concitati della scomparsa: «Temevamo che il ragazzo si fosse nascosto. Avevamo pensato anche di richiedere il supporto delle unità cinofile». Il presidente dell’istituto, fratel Matteo Rinaldi, ha aggiunto che l’intera comunità scolastica si stringe attorno alla famiglia e offre piena collaborazione alle autorità per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto.