A Verona arriva la “tessera alias”, l’abbonamento bus personalizzato che permette alle persone transgender e non binarie di utilizzare i mezzi pubblici riportando il proprio nome di elezione, anche se diverso da quello anagrafico. L’iniziativa, promossa da Atv con il sostegno del Comune, si inserisce nel percorso dell’azienda verso la certificazione per la parità di genere e rappresenta un segnale concreto di attenzione ai diritti e all’inclusione sociale.
Come ottenere la tessera alias
La tessera può essere richiesta gratuitamente presso la biglietteria Atv di piazza Simoni, compilando un modulo dedicato. Nei prossimi mesi il servizio sarà attivato anche in altre sedi, tra cui Porta Nuova, Garda, Legnago e San Bonifacio, per garantire una copertura più ampia sul territorio provinciale.
La validità è identica a quella delle tessere tradizionali, ossia cinque anni, e può essere caricata con qualsiasi tipologia di abbonamento. Un aspetto fondamentale riguarda la riservatezza: durante i controlli a bordo, il palmare del personale verifica i dati anagrafici interni, che restano registrati unicamente per motivi amministrativi e fiscali, senza essere visibili all’esterno.
Identità rispettata anche nei trasporti
L’introduzione della tessera alias elimina una criticità quotidiana per molte persone: dover mostrare un documento con un nome che non corrisponde alla propria identità di genere. Atv sottolinea che questo strumento è semplice ma dal forte valore simbolico e pratico, perché permette di viaggiare sentendosi riconosciuti e rispettati.
Il progetto non solo facilita l’accesso al trasporto pubblico, ma si pone come un esempio di inclusione reale: garantire il diritto alla mobilità significa infatti offrire un servizio che non discrimina e che si adatta alle esigenze della comunità.
Un passo concreto verso la parità
Questa iniziativa si colloca nel più ampio impegno di Atv verso la parità di genere e i principi di uguaglianza. Con la tessera alias, Verona diventa una delle prime realtà italiane ad adottare una misura simile nel settore dei trasporti, rafforzando il messaggio che la mobilità deve essere un diritto accessibile a tutti, senza barriere di genere o identità.