Salgono a 19 i casi di chikungunya registrati nel Veronese dall’inizio del focolaio che, nelle ultime settimane, ha interessato in particolare i comuni di Sant’Ambrogio di Valpolicella e la frazione di Domegliara. Lo conferma la Direzione regionale Prevenzione, che ha aggiornato la situazione sanitaria e disposto nuove misure per contenere la diffusione del virus.
Secondo quanto riferito, un solo paziente è ricoverato, ma in condizioni generali buone e prossimo alle dimissioni. Per tutti gli altri casi non è stato necessario l’accesso ospedaliero.
Le azioni di contenimento sono state rafforzate: oltre alle disinfestazioni straordinarie già avviate, vengono effettuati interventi porta a porta per ridurre la presenza delle zanzare tigre, principali vettori del virus. Si tratta di un’attività capillare, che coinvolge anche la cittadinanza con l’obiettivo di eliminare ristagni d’acqua e potenziali focolai larvali.
La scorsa settimana, il sindaco di Villafranca Roberto Dall’Oca aveva disposto la sospensione di una sagra a Dossobuono, dopo che era stato accertato un caso nella frazione. Contestualmente è stata eseguita la disinfestazione dell’area degli impianti sportivi. Un altro caso è stato rilevato a Corrubbio di Negarine, nel comune di San Pietro in Cariano, dove il sindaco Gerardo Zantedeschi ha immediatamente avviato un ciclo di tre trattamenti insetticidi consecutivi, da venerdì a domenica.
Alla luce dell’evoluzione del focolaio, è stato convocato il Gruppo regionale per le arbovirosi, che ha riunito la Direzione Prevenzione, l’Ulss 9 Scaligera, l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (IZSVE) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS). L’incontro ha permesso di valutare l’andamento epidemiologico e concordare nuove misure di sanità pubblica, tra cui il rafforzamento della supervisione sulle disinfestazioni e un più ampio programma di monitoraggio.
Le autorità sanitarie ribadiscono che, pur non essendo al momento segnalati casi gravi, la collaborazione dei cittadini è fondamentale per limitare la proliferazione delle zanzare. Eliminare l’acqua stagnante da cortili, terrazzi e giardini rimane una delle azioni più efficaci per prevenire la diffusione del virus.