Due canoisti morti nel Mincio, a processo i dirigenti per mancata sicurezza

A ottobre nuova udienza per la morte di due amici ravennati nel canale Diversivo del Mincio

Due dirigenti pubblici dovranno rispondere davanti al giudice per la morte di Emanuele Piancastelli e Pierpaolo Manini, i due amici originari del Ravennate annegati il 12 giugno 2021 nel canale Diversivo del Mincio, a Borghetto di Valeggio sul Mincio. L’episodio avvenne nello stesso tratto in cui, nell’agosto del 2023, ha perso la vita Harald Kurt Wetzl, ottantenne tedesco, anch’egli travolto dalla corrente mentre si trovava in canoa.

La Procura di Verona ha ipotizzato il reato di omicidio colposo per Marco Dorigo, 64 anni, direttore del Genio civile di Verona, e Federica Pellegrini, 54 anni, dirigente dell’Agenzia interregionale per il Po – sede di Mantova. Secondo il pubblico ministero Alberto Sergi, i due imputati avrebbero avuto responsabilità “con condotte colpose indipendenti”, per non aver adeguatamente segnalato o interdetto la navigazione in un tratto particolarmente pericoloso del canale.

La tragedia del 2021 fu assistita da un turista, che tentò invano di salvare le due vittime. Dopo il ribaltamento della canoa, vide Piancastelli immobile in acqua, mentre Manini fu recuperato in condizioni disperate e morì sei giorni dopo all’ospedale di Borgo Trento. L’episodio evidenziò l’assenza di barriere fisiche, appigli o cartelli di pericolo adeguati lungo quel tratto del Mincio, già noto per la sua pericolosità.

Il procedimento giudiziario si concentrerà ora su presunte omissioni nella gestione del tratto interessato. Per Dorigo, la competenza riguarderebbe la gestione amministrativa del demanio idrico, mentre la Pellegrini avrebbe avuto responsabilità in materia di polizia idraulica, gestione delle piene e rilascio di concessioni per l’uso delle pertinenze idrauliche, oltre che della navigazione fluviale.

L’udienza preliminare si terrà a ottobre davanti al GUP Arianna Busato, che dovrà esaminare alcune questioni procedurali ancora aperte. La Regione Veneto e l’Agenzia interregionale per il Po (AIPO) sono stati citati come responsabili civili, in quanto enti di riferimento per i due dirigenti.

Durante la prima udienza sono state ammesse anche le parti civili: la sorella di Manini è rappresentata dall’avvocato Adami, mentre i familiari di Piancastelli sono assistiti dagli avvocati Valgimigli e Badiali. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Morrone, Lorigiola e Garuti.

Il caso pone nuovamente l’attenzione sulla sicurezza dei percorsi fluviali a uso turistico, soprattutto in aree frequentate da appassionati di sport acquatici. La mancata installazione di dispositivi di sicurezza o la carenza di informazioni visibili lungo i tratti a rischio sono ora al centro dell’attenzione della magistratura.

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