Il turismo continua a fare i conti con i rincari. Secondo un’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori, basata sui dati Istat di luglio 2025, i servizi di alloggio in Italia (alberghi, pensioni, bed & breakfast, agriturismi, campeggi e villaggi turistici) hanno registrato un aumento medio annuo dell’1,3%, a fronte di un’inflazione generale dell’1,7%. Un quadro che, se osservato solo nell’ultimo anno, appare sotto controllo. Tuttavia, i dati rivelano un andamento ben diverso se confrontati con quelli del 2021, periodo precedente alla crisi energetica e alla guerra in Ucraina.
A livello nazionale, infatti, i prezzi degli alloggi sono cresciuti del 38,6% in quattro anni, più del doppio rispetto al tasso d’inflazione (17,7%). Le città turistiche hanno trainato il fenomeno, con Venezia in testa (+64,7%), seguita da Milano (+60%) e Firenze (+58,8%).
Per quanto riguarda Verona, i rincari si attestano al +4,9% rispetto a luglio 2024, piazzando la città al 21° posto della graduatoria annuale. Guardando però al periodo 2021-2025, l’aumento complessivo è del 35,1%, un dato inferiore alla media nazionale ma comunque significativo, che colloca Verona al 34° posto nella classifica dei rincari sul lungo periodo.
In altre aree del Paese gli aumenti annuali hanno raggiunto livelli molto più alti: Lucca guida la classifica con +20,2%, seguita da Caserta (+13,7%) e Rimini (+10,9%). Al contrario, alcune città hanno registrato addirittura una riduzione dei prezzi, come Siena (-12,6%), Milano (-7,9%) e Venezia (-1,3%).
Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha sottolineato come il problema non sia circoscritto solo agli alloggi. “Dal 2021 ad oggi i servizi legati al turismo hanno subito rialzi ben superiori all’inflazione. Gli stabilimenti balneari, ad esempio, hanno visto aumenti del 22% in quattro anni. Con stipendi fermi da anni, gli italiani sono costretti ad accorciare le ferie o a rinunciare alle vacanze”.
Il trend, quindi, mostra una doppia faccia: se i dati dell’ultimo anno indicano una certa stabilità dei prezzi in molte località, l’analisi sul medio periodo conferma un forte rincaro strutturale del comparto turistico, che continua a pesare sulle famiglie e a condizionare le scelte di viaggio.